Osteoporosi e malattia di Crohn: due patologie, un solo problema
Introduzione
Silvia Briganti, Matteo Laccisaglia
L’Osteoporosi è una patologia dello scheletro caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. Ne deriva una progressiva riduzione della resistenza meccanica che, col tempo, può portare a cedimenti strutturali e ad un rischio aumentato di fratture.
Affinché si verifichi questo processo di perdita di massa ossea, deve avvenire quello che si definisce un “rimodellamento negativo”: il riassorbimento dell’osso, in altre parole, è maggiore dei processi di deposizione.
Le manifestazioni più rilevanti dell’Osteoporosi, dal punto di vista sia clinico che di qualità di vita del paziente, sono le fratture: esse colpiscono principalmente il bacino, la colonna vertebrale e l’avambraccio, determinando quindi un aumento del rischio di co-morbilità causate dall’eventuale protratta ospedalizzazione, dalla maggiore possibilità di essere sottoposto ad interventi chirurgici di complessità medio/altà e soprattutto dalle possibili concause dovute a prolungati periodi di allettamento.
Esistono due tipi di Osteoporosi: una ad “alto turn-over” che è tipica delle donne in menopausa e una a “basso turn-over” associata molto spesso a trattamenti prolungati con corticosteroidi.
Nel primo caso (Osteoporosi ad “alto turn-over”) il riassorbimento osseo aumenta per aumentata attività degli osteoclasti, cellule deputate alla rimozione della matrice ossea, e per la conseguente elevata degradazione ed escrezione del collageno. Questi fenomeni hanno luogo nonostante gli osteoblasti (le cellule deputate invece alla deposizione di nuova matrice ossea) cerchino di aumentare la loro attività sintetica, senza tuttavia riuscire ad riportare in positivo il bilancio riassorbimento/deposizione di matrice ossea.
Nel secondo caso (Osteoporosi a “basso turn-over”) avremo invece un riassorbimento normale, ma una ridotta sintesi di matrice ossea da parte delle cellule dedicate.
In ogni caso, la perdita del patrimonio minerale osseo è irreversibile: la miglior strategia nei riguardi di questa patologia è rappresentata quindi dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce.
01 ottobre 2009
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