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Gli effetti salutistici delle spezie di uso più comune

Peperoncino e capsaicina

Il peperoncino deve il gusto particolarmente piccante ad un alcaloide, la capsaicina, componente caratteristico del frutto di Capsicum, nel quale probabilmente funge da deterrente nei riguardi degli animali erbivori.
E’ ormai dimostrato che la capsaicina provoca il rilascio della sostanza P da alcuni nocicettori, desensibilizzando le terminazioni nervose che diventano insensibili al calore eccessivo ed agli stimoli chimici, e perdono la capacità di rilasciare i mediatori coinvolti nella trasmissione nervosa e nell’Infiammazione. Si ottiene così un effetto analgesico che è stato sfruttato per la preparazione di applicazioni per uso topico da impiegare in casi di dolore cronico, come la neuropatia diabetica e i dolori neuromuscolari. Una revisione sistematica che ha considerato sei studi controllati in doppio cieco, condotti per più di quattro settimane, ha permesso di concludere che la somministrazione topica di una soluzione allo 0,075% di capsaicina è efficace nella riduzione del dolore, che è diminuito del 50-60% rispetto al trattamento placebo. Due trials clinici invece ne hanno valutato l’effetto nella nevralgia posterpetica, un dolore neuropatico che interessa circa il 40% dei pazienti con più di sessant’anni un mese dopo l’attacco di herpes zoster. L’applicazione di capsaicina si è rivelata efficace in alternativa agli antidepressivi triciclici, che rappresentano il trattamento di elezione. Un recentissimo studio randomizzato condotto nella stessa tipologia di pazienti, ha confermato l’efficacia della capsaicina, somministrata in forma di cerotto transdermico.
Anche il dolore associato all’osteoartrosi sembra essere ridotto, anche se in modo meno significativo, dall’uso topico di capsaicina soprattutto con l’aggiunta di glicerolo trinitrato che riduce il rischio di irritazione cutanea.
La capsaicina trova impiego anche nell’aumento della funzione vescicale e per ridurre l’incontinenza urinaria, nella riduzione della nausea e del vomito nel decorso postoperatorio, ed è stata testata nella cura del prurito associato all’insufficienza renale e come gastroprotettore nel trattamento con antinfiammatori non steroidei.
La capsaicina è tra le spezie che hanno un effetto favorevole sulla spesa energetica, sull’ossidazione dei grassi e sul controllo dell’appetito, in associazione con l’aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico. Aumentando il flusso ematico a livello gastrointestinale e modulando le sensibilità neuronali, che influenzano la motilità intestinale, e il rilascio di ormoni da parte delle cellule intestinali, la capsaicina sarebbe in grado di modulare appetito e sazietà. L’effetto sulla sazietà sembra dovuto ad un meccanismo che coinvolge un particolare recettore, denominato TRPV-1. Secondo uno studio recente, il consumo di circa 1 mg di peperoncino ricco in capsaicina nella fase postprandiale aumenta le concentrazioni di GLP-1 (glucagone like peptide) e tende a ridurre i livelli plasmatici di grelina, confermando quanto già osservato con concentrazioni più elevate dell’alcaloide.
L’attivazione dello stesso recettore TRPV-1 sembra inoltre coinvolto nelle proprietà benefiche della capsaicina a livello cardiovascolare: secondo un recente studio la capsaicina promuoverebbe il rilascio di ossido nitrico e l’abbassamento della Pressione arteriosa.

14 ottobre 2010


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