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Il caffé

Il caffè

Il caffè rappresenta, insieme all’acqua e al tè, una delle bevande più bevute al mondo. Il suo ruolo sulla salute umana, tuttavia, rimane un argomento controverso, soprattutto per quanto riguarda l’infarto del miocardio e altre patologie cardiache; mentre è assodata l’azione protettiva nei confronti del diabete di tipo 2. Inoltre, nuove evidenze suggeriscono un ruolo del caffè nel mantenimento della memoria e delle funzioni cognitive negli anziani e nel contrastare l’insorgenza di cirrosi epatica legata all’alcolismo.

Generalità

Il caffé è una pianta della famiglia delle Rubiacee originaria dell’Alta Etiopia, l’Arabia Felice ne è diventata la patria adottiva, da cui il nome di Coffea Arabica. Da qui, a partire dal 1690 circa, la pianta è stata esportata in tutto il mondo. Oggi se ne conoscono circa 30 diverse varietà, coltivate in tutte le regioni tropicali; le parti utilizzate sono i frutti e, particolarmente, i semi torrefatti. La componente più abbondante è un alcaloide chiamato trimetilxantina, ma meglio conosciuto  come caffeina. Altri alcaloidi presenti in tracce sono adenina, guanina, xantina, ipoxantina e trigonellina, che durante la tostatura si decompone con formazione di acido nicotinico. Nel caffè sono inoltre presenti olio essenziale, acido clorogenico, tracce di ferro, calcio, sodio e fluoro. Con la tostatura oltre a una diminuzione di peso, si verifica anche la decomposizione di molte sostanze organiche.

Cardiopatie

Alcuni studi hanno riscontrato una relazione tra il consumo di caffè e l’aumento del rischio di infarto del miocardio e di patologie coronariche. Tale associazione sarebbe dovuta alla caffeina e, più specificamente, all’enzima responsabile del suo metabolismo nell’organismo. In base all’assetto genetico individuale (metabolismo veloce o lento della caffeina), infatti, il rischio cardiovascolare potrebbe variare.In generale, comunque, un consumo da lieve a moderato di caffè non sarebbe associato ad un aumento del rischio di cardiopatie. Per consumo moderato si intende l’equivalente di non più di 280-300 mg di caffeina, che si trovano in 2 tazze di caffé all’americana, oppure in 3-4 tazzine di espresso del bar, oppure ancora in 3 tazzine di caffé preparato con la moka.

Diabete di tipo 2

Numerosi evidenze hanno dimostrato l’effetto protettivo del caffè nei confronti del diabete di tipo 2, ma ancora non è chiaro in che modo tale effetto venga esplicato. In particolare, i meccanismi alla base della protezione comprenderebbero l’aumento del metabolismo basale, la stimolazione dell’ossidazione dei grassi, la mobilizzazione del glicogeno nei tessuti muscolari e l’incremento della lipolisi nei tessuti periferici. Inoltre, sostanze come il magnesio e l’acido clorogenico, che sono presenti dei semi di caffè, interverrebbero positivamente sul metabolismo del glucosio e promuoverebbero il metabolismo postprandiale dei carboidrati. Infine, il caffé, in quanto fonte di numerosi antiossidanti, sarebbe in grado di proteggere le cellule pancreatiche dallo stress ossidativo e promuovere la sensibilità all’insulina nei tessuti periferici.

Memoria e funzionalità cognitive

Il consumo regolare di moderate quantità di caffè sarebbe in grado di rallentare il naturale declino cerebrale nelle persone anziane, prevenendo la perdita di memoria e delle funzioni cognitive. La caffeina presente nel caffé, infatti, altererebbe l’attività elettrica del cervello e, aumentando la frequenza di un tipo di onde cerebrali (ritmi gamma), migliorerebbe la memoria e l’apprendimento. Nel processo sarebbe coinvolta l’adenosina, sostanza chimica presente in elevate quantità soprattutto nel cervello degli anziani, la quale, quando si lega al proprio recettore A1 presente nelle cellule cerebrali, riduce l’attività dei neuroni e l’intensità dei ritmi gamma. L’attività elettrica delle cellule nervose è fondamentale per l’elaborazione delle informazioni, infatti i ritmi gamma aumentano notevolmente quando si è alle prese con problemi particolarmente difficili da risolvere. La caffeina sarebbe in grado di evitare il legame dell’adenosina con il suo recettore, bloccandone l’effetto e potenziando i ritmi gamma.

Bibliografia

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Consumo di caffé e cardiopatie: una meta-analisi
Conti A
XXXIV Congresso Nazionale SINU 2006

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

  • Enzima

    Sostanza di natura proteica dotata di attività catalitica, cioè di attivare ed accelerare una reazione chimica. Risulta costituito da una parte proteica (apoenzima) e di un gruppo prostetico (coenzima).

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

20 dicembre 2006

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