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Probiotici e allergia

Introduzione

Patrizia Restani

L’aumento dell’incidenza di malattie allergiche nei paesi industrializzati rende di prioritaria importanza lo studio di forme idonee di prevenzione. Come già discusso nei numeri precedenti di Alimentazione e Prevenzione,  si è ormai certi della stretta associazione esistente tra l’eccessiva igiene nei paesi industrializzati e la maggior incidenza di malattie allergiche. Detto questo, non è però certo proponibile di scegliere quale strategia preventiva l’abbandono delle pratiche igieniche! In passato sono state formulate diverse strategie preventive; tra queste le proposte più significative sono state:

    - evitare l’assunzione degli alimenti che sono più spesso coinvolti nei fenomeni allergici (uova, latte, pesce, arachidi, etc.) in gravidanza e/o allattamento,
    - ritardare la loro introduzione nel periodo dello svezzamento,
    - l’immunoterapia che ha  generato e continua a generare grandi aspettative.

  Negli ultimi tempi si è molto discusso della possibilità di prevenire le allergie, e in particolare quelle alimentari, mediante il consumo di alimenti probiotici. Attualmente si definisce probiotico un alimento che contiene microrganismi vivi che arrechino benefici all’ospite, migliorandone la vitalità della flora intestinale. Il più tradizionale prodotto probiotico è lo yoghurt che contiene batteri lattici, quali i Lattobacilli e i Bifidobatteri. Alcuni ricercatori, tra i quali ricordiamo Erika Isolauri (ricercatrice dell’Università di Turku, Finlandia), basano questa strategia preventiva sulla constatazione che la mucosa intestinale svolge un ruolo importante nell’omeostasi dell’organismo. Infatti, la mucosa è la principale barriera protettiva nei confronti degli antigeni, come possiamo genericamente definire ogni proteina di origine alimentare. La flora batterica intestinale svolge a sua volta un ruolo importante nella promozione di una ottimale funzionalità della barriera mucosale, contrastando i microrganismi patogeni che possono insediarsi nell’intestino. La flora batterica intestinale risulta facilmente alterata da diversi fattori, quali una dieta non idonea e l’assunzione di farmaci (in particolare di antibiotici). In questo contesto, la normalizzazione della flora batterica intestinale, fornendo microrganismi “buoni”, giustificherebbe l’efficacia di una terapia preventiva a base di “probiotici”. In uno studio condotto da Erika Isolauri e collaboratori (1), circa 160 madri sono state seguite nel periodo della gravidanza e dell’allattamento e i loro bambini nei primi anni di vita. Le madri sono state assegnate a due gruppi che ricevevano durante gravidanza ed allattamento: a) il placebo o b) Lactobacillus rhamnosus. I risultati di questo studio dimostrano che i bambini delle madri trattate con probiotici presentavano nei primi due anni di vita una minor incidenza di eczema atopico (15%) rispetto ai bambini delle madri controllo (47%). Questo studio quindi sostiene il ruolo benefico dell’assunzione di probiotici in gravidanza e allattamento nei confronti della comparsa di eczema atopico nei bambini. La fondatezza dei risultati di questo, ed altri studi simili, è stata messa in discussione da altri ricercatori, tra cui ricordiamo Paolo Matricardi del CNR, Roma. In particolare Matricardi (2) critica, nel lavoro della Isolauri descritto sopra, la mancanza di un dato fondamentale per la dimostrazione del reale ruolo dei probiotici nella riduzione dell’evento atopico: la valutazione della colonizzazione intestinale dei bambini nati da madri  controllo e “trattate”. La ricerca di Matricardi punta ad un altro obiettivo, ovvero alla individuazione di microrganismi (di varia origine, anche patogeni resi inoffensivi) o di loro derivati molecolari che risultino attivi nella “educazione” precoce del sistema immunitario dei bambini. Questa educazione precoce dovrebbe evitare la deviazione del sistema immunitario verso la produzione di IgE, anticorpi coinvolti nelle reazioni allergiche (vedi Alimentazione e Prevenzione vol. 2, n.2). Matricardi ipotizza che utilizzando una porzione ben identificata di microganismi, priva di attività patogena, si potrebbe arrivare alla produzione di una efficace pseudo-vaccinazione contro le allergie alimentari.

Bibliografia

1. S. Rautava, M. Kalliomaki, E. Isolauri. Probiotics during pregnancy and breast-feeding might confer immunomodulatory protection against atopic disease in the infant. J. Allergy and Clin Immunology, 2002; 109: 119-121.
2. P.M. Matricardi. Probiotics against allergy: data, doubts, and perspectives. Allergy 2002; 57: 185-187.

Glossario

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Probiotico

    Alimento che contiene microrganismi vivi che arrechino benefici all'ospite, migliorando la vitalità della flora intestinale.

  • Flora intestinale

    Popolazione di germi saprofiti presenti normalmente nell'intestino, utili all'organismo in quanto favoriscono i processi digestivi e di assorbimento.

  • Mucosa

    Membrana di colore roseo che riveste la superficie interna delle cavità presenti nell'organismo.

  • Omeostasi

    Tendenza alla stabilità dei processi interni dell'organismo (temperatura corporea, pH, circolazione sanguigna, ventilazione polmonare, ecc.) in equilibrio con le variazioni delle condizioni esterne mediante il funzionamento di sistemi corporei di controllo.

23 dicembre 2004

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