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Un profilo lipidico sano attorno ai 50 anni si associa a una visione ottimistica della vita
Una ricerca statunitense su uomini e donne attorno ai 50 anni dimostra per la prima volta la correlazione tra profilo lipidico favorevole, ottimismo e stile di vita sano

L’assunzione costante e adeguata di flavonoli, non solo con il tè, riduce nelle donne over 75 la mortalità vascolare
Questa ricerca conferma i benefici vascolari dei flavonoli (flavonoidi antiossidanti) indipendentemente dalla fonte alimentare

A basso contenuto di grassi e alto tenore di carboidrati: ecco il pasto migliore da un punto di vista metabolico, dopo l’esercizio fisico, per ragazzi obesi in età pre-puberale
La merenda a minor impatto metabolico per un ragazzino obeso dopo una seduta di attività fisica prevede, a parità di energia e proteine, pochi grassi, più carboidrati.

Un’alimentazione ricca di Solanacee fornisce all’organismo nicotina, che sembra essere associata alla riduzione del rischio di malattia di Parkinson idiopatica
I risultati di questo studio suggeriscono un potenziale effetto protettivo del consumo di peperoni, pomodori, succo di pomodoro e patate, ricchi di nicotina, nei confronti della malattia di Parkinson idiopatica.

Consumo di alcol e caffè (con o senza caffeina) e rischio di morte cardiaca improvvisa nelle donne in post-menopausa
Secondo i dati raccolti su oltre 93mila donne in post-menopausa, un moderato consumo di alcol può ridurre il rischio di morte cardiaca improvvisa. Il consumo di caffè o caffeina è invece ininfluente.

La teobromina del cacao (e non i flavonoidi) medierebbe l’aumento di HDL che si osserva dopo sole 4 settimane di assunzione regolare
Il consumo di 850 mg di teobromina al giorno (contenuta per esempio in circa 100 grammi di cioccolato aumenta significativamente i livelli plasmatici di colesterolo-HDL.

Il metabolismo intestinale della l-carnitina, abbondante nella carne rossa, tra i meccanismi promotori dell’aterosclerosi
Il microbiota intestinale metabolizza la l-carnitina della carne rossa a trimetilamina-N-ossido, una molecola correlata allo sviluppo di aterosclerosi.

La supplementazione con DHA in giovani adulti sani migliora la memoria
La supplementazione con DHA per sei mesi in giovani adulti sani si dimostra utile per migliorare la memoria e i tempi di reazione.

Un maggiore apporto di fibre con la dieta è associato a una riduzione del rischio di ictus, sia ischemico, sia emorragico
Una revisione critica degli studi condotti dal 1990 al 2012 correla un’adeguata assunzione di fibre con un ridotto rischio di ictus ischemico ed emorragico.

L’orzo integrale è un importante alleato nella prevenzione della sindrome metabolica, attraverso il controllo del metabolismo glucidico, della sazietà e quindi dell’assunzione di cibo.
I carboidrati complessi dell’orzo integrale, consumato al pasto serale, modulano la risposta glicemica nel lungo periodo, condizionando il senso di sazietà e il desiderio di cibo nell’arco delle successive 16 ore.

Seguire con costanza le indicazioni su alimentazione e stile di vita contribuisce a ridurre significativamente la mortalità e promuove lo stato di salute a lungo termine
Lo studio europeo EPIC conferma che uno stile nutrizionale e di vita sano, secondo le raccomandazioni del Fondo mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), è effettivamente in grado di promuovere longevità in salute.

Il consumo regolare di pesce dal primo anno di vita riduce significativamente incidenza e prevalenza delle malattie allergiche nei primi 12 anni di vita
Introdurre il pesce nella dieta del bambino fin dal 12° mese permette di limitare la comparsa di malattie allergiche (soprattutto eczema e rinite) nei primi 12 anni di vita.

La supplementazione con DHA (omega-3 a lunga catena) nella seconda metà della gravidanza favorisce la nascita a termine e il peso ottimale del neonato
600 mg al giorno di DHA nella seconda metà della gravidanza riducono il rischio di nascita pretermine e basso peso del neonato

Consumare il pasto lentamente contribuisce a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 (e non solo)
La prevenzione del diabete di tipo 2 passa anche per un corretto tempo di consumo dei pasti

Il consumo di prodotti lattiero-caseari non ha alcun impatto sui biomarker d’infiammazione in adulti sovrappeso e obesi
Latte, yogurt e formaggi non influiscono in modo negativo sui classici marker d’infiammazione, come la PCR o il TNF-alfa, in adulti sovrappeso e obesi

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