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Grassi saturi della dieta e rischio cardiovascolare
Siri-Tarino PW, Sun Q, Hu FB, Krauss RM.
Am J Clin Nutr. 2010 Jan 13. [Epub ahead of print]
La riduzione dell’apporto di Grassi saturi con la dieta è generalmente considerata efficace nel controllo non farmacologico della colesterolemia e, conseguentemente, del rischio cardiovascolare. I Grassi saturi, tuttavia, contribuiscono all’aumento non solo del Colesterolo LDL, ma anche del Colesterolo HDL, con azione antiaterogena. Resta quindi da chiarire l’effettiva relazione tra il consumo di Grassi saturi e il rischio cardiovascolare, dal momento che l’ effetto sfavorevole sulla colesterolemia LDL potrebbe essere controbilanciato da quello favorevole sull’HDL.
Questa ampia Metanalisi ha considerato 21 studi osservazionali prospettici, selezionati per la qualità del disegno sperimentale, per un totale di quasi 350.000 soggetti seguiti per periodi compresi tra 5 e 23 anni, allo scopo di correlare i livelli di assunzione di Grassi saturi con la dieta e il rischio cardio e cerebrovascolare. I risultati indicano che, allo stato attuale, non esistono evidenze conclusive tali da permettere di mettere in relazione il consumo di Grassi saturi con l’aumento del rischio di eventi coronarici e di Ictus cerebrale nell’uomo. Gli autori ipotizzano che i benefici associati al ridotto apporto di Grassi saturi osservati in alcuni studi siano in realtà attribuibili al tipo di alimenti utilizzati in loro sostituzione nella dieta.
Queste osservazioni potrebbero rivelarsi di importanza fondamentale nella definizione delle future strategie nutrizionali per la prevenzione del rischio cardiovascolare.
Meta-analysis of prospective cohort studies evaluating the association of saturated fat with cardiovascular disease
BACKGROUND: A reduction in dietary saturated fat has generally been thought to improve cardiovascular health. OBJECTIVE: The objective of this meta-analysis was to summarize the evidence related to the association of dietary saturated fat with risk of coronary heart disease (CHD), stroke, and cardiovascular disease (CVD; CHD inclusive of stroke) in prospective epidemiologic studies. DESIGN: Twenty-one studies identified by searching MEDLINE and EMBASE databases and secondary referencing qualified for inclusion in this study. A random-effects model was used to derive composite relative risk estimates for CHD, stroke, and CVD. RESULTS: During 5-23 y of follow-up of 347,747 subjects, 11,006 developed CHD or stroke. Intake of saturated fat was not associated with an increased risk of CHD, stroke, or CVD. The pooled relative risk estimates that compared extreme quantiles of saturated fat intake were 1.07 (95% CI: 0.96, 1.19; P = 0.22) for CHD, 0.81 (95% CI: 0.62, 1.05; P = 0.11) for stroke, and 1.00 (95% CI: 0.89, 1.11; P = 0.95) for CVD. Consideration of age, sex, and study quality did not change the results. CONCLUSIONS: A meta-analysis of prospective epidemiologic studies showed that there is no significant evidence for concluding that dietary saturated fat is associated with an increased risk of CHD or CVD. More data are needed to elucidate whether CVD risks are likely to be influenced by the specific nutrients used to replace saturated fat.
