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A confronto vegetariani, vegani e consumatori di carne: i dati di mortalità sono sovrapponibili, mentre sono le cause di morte a fare la differenza

14-01-2016

Appleby PN, Crowe FL, Bradbury KE, Travis RC, Key T.
Am J Clin Nutr. 2016 Jan;103(1):218-30. doi: 10.3945/ajcn.115.119461. Epub 2015 Dec 9.

Questa ricerca ha confrontato i dati di mortalità totale e per le singole cause emersi nelle coorti britanniche di due grandi studi prospettici di popolazione: l’Oxford Vegetarian Study (OVS) e l'EPIC-Oxford (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Oxford), iniziati rispettivamente negli anni ’80 e negli anni ‘90. L'osservazione fino al 2014 di queste popolazioni (composte per un terzo da  vegetariani o vegani e per tre quarti da donne) ha permesso di delineare un quadro piuttosto preciso nel tempo della situazione nutrizionale dei vegetariani, dei vegani e dei consumatori abituali di carne in Gran Bretagna e dell’associazione con malattie e mortalità.
In sintesi, ecco i dati:
-   Al 2014, non sono emerse differenze significative per quanto riguarda la  mortalità per tutte le cause tra i diversi gruppi.
-   Analizzando le diverse cause di morte, tra i moderati consumatori di carne, la mortalità per cancro pancreatico, malattie respiratorie e per tutte le altre cause è risultata inferiore (30-45%) rispetto quella rilevata tra coloro che consumavano carne 5 volte la settimana.
-   Tra i consumatori di pesce, si sono osservati una riduzione del 20% della mortalità per tumori e un aumento del 20% della mortalità per cause cardiovascolari.
-   Tra i vegetariani e i vegani la mortalità per cancro pancreatico e tumori del sistema linfopoietico era dimezzata, mentre la mortalità per tutti i tumori era inferiore del 10% circa (una differenza non significativa) rispetto agli altri gruppi.
Questi risultati restano identici, anche dopo gli opportuni aggiustamenti statistici in considerazione del peso (BMI), del genere, dell’abitudine al fumo (quest’ultima comunque scarsamente diffusa in tutti i gruppi considerati).
Analizzando separatamente vegetariani e vegani, non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa nella mortalità per le prime 6 maggiori cause di morte tra vegani e consumatori abituali di carne.
I dati sono risultati sovrapponibili anche confrontando la mortalità prima dei 75 anni e a 90 anni.
Questi risultati, riferibili a una popolazione britannica, suggeriscono che tra gruppi omogenei di vegetariani e di non-vegetariani, (includendo persone che consumano pesce, ma non carne e i consumatori di carne 5 volte alla settimana in media) la mortalità per tutte le cause risulta praticamente comparabile. Diversa la situazione per quanto riguarda le cause di morte: un tema che, suggeriscono gli Autori, merita ulteriori approfondimenti.

Mortality in vegetarians and comparable nonvegetarians in the United Kingdom.

BACKGROUND: Vegetarians and others who do not eat meat have been observed to have lower incidence rates than meat eaters of some chronic diseases, but it is unclear whether this translates into lower mortality.
OBJECTIVE: The purpose of this study was to describe mortality in vegetarians and comparable nonvegetarians in a large United Kingdom cohort.
DESIGN: The study involved a pooled analysis of data from 2 prospective studies that included 60,310 persons living in the United Kingdom, comprising 18,431 regular meat eaters (who ate meat ≥5 times/wk on average), 13,039 low (less-frequent) meat eaters, 8516 fish eaters (who ate fish but not meat), and 20,324 vegetarians (including 2228 vegans who did not eat any animal foods). Mortality by diet group for each of 18 common causes of death was estimated with the use of Cox proportional hazards models.
RESULTS: There were 5294 deaths before age 90 in >1 million y of follow-up. There was no significant difference in overall (all-cause) mortality between the diet groups: HRs in low meat eaters, fish eaters, and vegetarians compared with regular meat eaters were 0.93 (95% CI: 0.86, 1.00), 0.96 (95% CI: 0.86, 1.06), and 1.02 (95% CI: 0.94, 1.10), respectively; P-heterogeneity of risks = 0.082. There were significant differences in risk compared with regular meat eaters for deaths from circulatory disease [higher in fish eaters (HR: 1.22; 95% CI: 1.02, 1.46)]; malignant cancer [lower in fish eaters (HR: 0.82; 95% CI: 0.70, 0.97)], including pancreatic cancer [lower in low meat eaters and vegetarians (HR: 0.55; 95% CI: 0.36, 0.86 and HR: 0.48; 95% CI: 0.28, 0.82, respectively)] and cancers of the lymphatic/hematopoietic tissue [lower in vegetarians (HR: 0.50; 95% CI: 0.32, 0.79)]; respiratory disease [lower in low meat eaters (HR: 0.70; 95% CI: 0.53, 0.92)]; and all other causes [lower in low meat eaters (HR: 0.74; 95% CI: 0.56, 0.99)]. Further adjustment for body mass index left these associations largely unchanged.
CONCLUSIONS: United Kingdom-based vegetarians and comparable nonvegetarians have similar all-cause mortality. Differences found for specific causes of death merit further investigation.

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