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Alcol e malattie cardiovascolari

09-03-2011

Ronksley PE, Brien SE, Turner BJ, Mukamal KJ, Ghali WA.
BMJ. 2011 Feb 22;342:d671. doi: 10.1136/bmj.d671.

I possibili effetti cardioprotettivi legati al consumo di alcol sono tutt’oggi oggetto di accesi dibattiti non solo nel mondo scientifico. Per questa metanalisi sono stati raccolti i risultati di studi di coorte longitudinali nei quali sono stati comparati, sia in consumatori di alcol che in soggetti astemi, sei diversi endpoint: la mortalità per malattie cardiovascolari, l’incidenza di coronaropatie e la mortalità ad esse correlata, l’incidenza di infarto, la mortalità per infarto e per tutte le cause.
In base all’analisi di 84 studi, il consumo moderato di alcol è risultato associato con il rischio più basso (RR 0.75) di mortalità cardiovascolare, di sviluppare coronaropatie e di mortalità ad esse correlata. In ben 81 degli studi considerati il bere moderatamente era correlato ad un rischio relativo minore di 1 per tutti gli end point. In particolare il consumo di 2.5-14.9 g al giorno di alcol (meno di un drink al giorno), è risultato significativamente associato ad una riduzione del 14-35% del rischio di tutti gli eventi oggetto degli studi, rispetto al non consumo alcol. Un aumento dell’incidenza e della mortalità per infarto è stato invece registrato per livelli di assunzione elevati di alcol. Dalla meta-analisi è stata evidenziata anche una riduzione del 25-35% del rischio di sviluppare malattie coronariche per i consumatori saltuari o moderati che, sorprendentemente, si mantiene anche per i forti consumatori.
I risultati di questo studio confermano quindi la relazione protettiva del consumo moderato di alcol nei confronti del rischio di eventi cardiovascolari fatali e non fatali.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Association of alcohol consumption with selected cardiovascular disease outcomes: a systematic review and meta-analysis.

OBJECTIVE: To conduct a comprehensive systematic review and meta-analysis of studies assessing the effect of alcohol consumption on multiple cardiovascular outcomes.
DESIGN: Systematic review and meta-analysis.
DATA SOURCES: A search of Medline (1950 through September 2009) and Embase (1980 through September 2009) supplemented by manual searches of bibliographies and conference proceedings. Inclusion criteria Prospective cohort studies on the association between alcohol consumption and overall mortality from cardiovascular disease, incidence of and mortality from coronary heart disease, and incidence of and mortality from stroke. Studies reviewed Of 4235 studies reviewed for eligibility, quality, and data extraction, 84 were included in the final analysis.
RESULTS: The pooled adjusted relative risks for alcohol drinkers relative to non-drinkers in random effects models for the outcomes of interest were 0.75 (95% confidence interval 0.70 to 0.80) for cardiovascular disease mortality (21 studies), 0.71 (0.66 to 0.77) for incident coronary heart disease (29 studies), 0.75 (0.68 to 0.81) for coronary heart disease mortality (31 studies), 0.98 (0.91 to 1.06) for incident stroke (17 studies), and 1.06 (0.91 to 1.23) for stroke mortality (10 studies). Dose-response analysis revealed that the lowest risk of coronary heart disease mortality occurred with 1-2 drinks a day, but for stroke mortality it occurred with ≤1 drink per day. Secondary analysis of mortality from all causes showed lower risk for drinkers compared with non-drinkers (relative risk 0.87 (0.83 to 0.92)).
CONCLUSIONS: Light to moderate alcohol consumption is associated with a reduced risk of multiple cardiovascular outcomes.
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