Alimentarsi correttamente prima dei 50 anni rallenta l’invecchiamento biologico segnalato dalla lunghezza dei telomeri dei globuli bianchi

Lee JY, Jun NR, Yoon D, Shin C, Baik I.
Eur J Clin Nutr. 2015 Apr 15. doi: 10.1038/ejcn.2015.58. [Epub ahead of print]

30-04-2015

È dimostrato che un’alimentazione corretta contribuisce, insieme a un appropriato stile di vita, a ridurre, nel tempo, il rischio di sviluppare patologie croniche e degenerative di natura cardiovascolare, metabolica e tumorale, contrastando lo stress ossidativo e lo stato infiammatorio generalizzato che, oltre ad aumentare il rischio di patologia, concorrono anche ad accelerare  i processi dell’invecchiamento biologico. Oggi sappiamo che l’accorciamento dei telomeri (sequenze di basi che proteggono il DNA delle cellule dallo stress ossidativo e infiammatorio) va di pari passo con la rapidità dei processi dell’invecchiamento: e il mantenimento di una maggiore lunghezza telomerica è considerato un marcatore importante di “resistenza” all’invecchiamento stesso. Questo studio coreano mostra che le caratteristiche della dieta influenzano la lunghezza dei telomeri (e quindi le dinamiche dell’invecchiamento) per un periodo molto prolungato della vita. La valutazione della qualità della dieta di circa 2.000 soggetti con un’età compresa tra 40 e 69 anni al momento dell’arruolamento (2001-2003) nel Korean Genome Epidemiology Study, ha infatti permesso di dimostrare che, nei soggetti che seguivano pattern dietetici corretti (ricchi di cereali integrali, pesce, legumi, verdura) la lunghezza dei telomeri dei globuli bianchi, misurata 10 anni dopo, era superiore rispetto a quanto rilevato tra gli uomini e le donne con un’alimentazione all’arruolamento non adeguata. Lo studio conferma quindi l’importanza di un corrett