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Apporto di fibre e mortalità per malattia coronarica

30-05-2012

Crowe FL, Key TJ, Appleby PN, Overvad K, Schmidt EB, Egeberg R, Tjønneland A, Kaaks R, Teucher B, Boeing H, Weikert C, Trichopoulou A, Ouranos V, Valanou E, Masala G, Sieri S, Panico S, Tumino R, Matullo G, Bueno-de-Mesquita HB, Boer JM, Beulens JW, van
Eur J Clin Nutr. 2012 May 23. doi: 10.1038/ejcn.2012.51. [Epub ahead of print]

Numerose evidenze, in letteratura, supportano il ruolo positivo del consumo di fibra nella riduzione del rischio delle malattie coronariche su base ischemica, come l’infarto miocardico (IHD): tuttavia, ad oggi non è ancora stato del tutto chiarito se diverse fonti di fibra possano avere effetti diversi nei confronti di tale rischio. Il presente lavoro è stato condotto al fine di determinare l’effetto dell’apporto di fibra, totale e suddiviso in funzione della fonte, sul rischio di mortalità per IHD nell’ambito del progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition)-Heart Cohort.
A tal fine, l’apporto di fibre (valutato mediante la compilazione di un questionario 24 ore-recall) di 306.331 soggetti, provenienti da 8 diversi Paesi europei, è stato messo in relazione con la mortalità per IHD. Durante un follow-up di 11,5 anni, sono stati registrati 2.381 decessi per IHD e l’apporto di fibre è risultato inversamente associato a tale mortalità. In particolare, ogni incremento di 10 g/die nell’apporto di fibre si associava ad una riduzione del 15% del rischio di mortalità. Stratificando in base alle diverse fonti di fibra, invece, non sono state riscontrate differenze significative: più precisamente, il rischio relativo (RR) risultava pari a 0,94 per ogni incremento di 5g/die di fibre da cereali e a 0,94 e 0,90 per incrementi di 2,5 g/die negli apporti di fibra da frutta e verdura rispettivamente.
I risultati di questo studio confermano pertanto il ruolo protettivo del consumo di fibre nei confronti delle malattie coronariche di tipo ischemico, senza evidenziare differenze significative attribuibili alle diverse fonti di fibra.

Dietary fibre intake and ischaemic heart disease mortality: the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Heart study.

Background/objectives: Evidence from prospective studies is consistent in showing an inverse association between dietary fibre intake and risk of ischaemic heart disease (IHD), but whether dietary fibre from various food sources differ in their effect on IHD risk is less clear. The objective of this study was to assess the associations of total and food sources of dietary fibre with IHD mortality in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition-Heart study. Subjects/methods: Participants were 306 331 men and women from eight European countries. Dietary fibre intake was assessed using centre or country-specific diet questionnaires and calibrated using a 24-h diet recall. Results: After an average follow-up of 11.5 years, there were 2381 IHD deaths among participants without cardiovascular disease at baseline. The calibrated intake of dietary fibre was inversely related with IHD mortality; each 10 g/day was associated with a 15% lower risk (relative risk (RR) 0.85; 95% confidence interval (CI): 0.73-0.99, P=0.031). There was no difference in the associations of the individual food sources of dietary fibre with the risk of IHD mortality; RR for each 5 g/day higher cereal fibre intake was 0.91 (CI: 0.82-1.01), RR for each 2.5 g/day fruit fibre intake was 0.94 (CI: 0.88-1.01) and RR for each 2.5 g/day vegetable fibre intake was 0.90 (95% CI: 0.76-1.07). Conclusion: A higher consumption of dietary fibre is associated with a lower risk of fatal IHD with no clear difference in the association with IHD for fibre from cereals, fruits or vegetables.
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