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Apporto di flavonoidi e rischio di morte per cause cardiovascolari

11-01-2012

McCullough ML, Peterson JJ, Patel R, Jacques PF, Shah R, Dwyer JT.
Am J Clin Nutr. 2012 Jan 4. [Epub ahead of print]

Numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di un’associazione inversa tra il consumo di vegetali ed il rischio di malattie cardiovascolari (CVD). Tale effetto potrebbe essere almeno in parte dovuto alla presenza nei vegetali di flavonoidi, molti dei quali sono dotati di attività antiossidante ed antinfiammatoria, la cui relazione con la mortalità per CVD è stata tuttavia oggetto di un ridotto numero di studi.
Nel presente lavoro è stata valutata l’associazione tra l’apporto di flavonoidi e la mortalità per CVD in un gruppo di 38.180 uomini e 60.289 donne, con età media di 70 e 69 anni rispettivamente, che al momento del reclutamento compilavano un questionario per raccogliere informazioni legate alle abitudini alimentari e allo stile di vita.
Durante i 7 anni di follow-up si sono registrati 1.589 decessi per CVD negli uomini e 1.182 nelle donne. In entrambi i gruppi, l’apporto di flavonoidi è risultato inversamente associato al rischio di eventi cardiovascolari fatali (Rischio Relativo, o RR, = 0,82 comparando il più alto quintile di consumo con il più basso). Analizzando le singole categorie di flavonoidi, emerge l’esistenza di un’associazione inversa per 5 delle 7 classi considerate: antocianidine (RR=0,86), flavanoli (RR=0,83), flavoni (RR=0,82), flavonoli (RR=0,84) e proantocianidine (RR=0,87). Considerando invece le diverse tipologie di eventi cardiovascolari, l’associazione protettiva con l’apporto di flavonoidi risulta più forte per l’ictus (RR=0,63) che per la malattia ischemica coronarica (RR=0,90).
I risultati di questo studio confermano quindi che l’apporto di flavonoidi è inversamente associato alla mortalità per CVD; poiché questa associazione è operativa anche per apporti modesti di flavonoidi, anche il consumo di alimenti con concentrazioni relativamente basse di queste sostanze può svolgere effetti favorevoli nella prevenzione degli eventi cardiovascolari.

Glossario

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

Flavonoid intake and cardiovascular disease mortality in a prospective cohort of US adults.

Background: Flavonoids are plant-based phytochemicals with cardiovascular protective properties. Few studies have comprehensively examined flavonoid classes in relation to cardiovascular disease mortality. Objective: We examined the association between flavonoid intake and cardiovascular disease (CVD) mortality among participants in a large, prospective US cohort. Design: In 1999, a total of 38,180 men and 60,289 women in the Cancer Prevention Study II Nutrition Cohort with a mean age of 70 and 69 y, respectively, completed questionnaires on medical history and lifestyle behaviors, including a 152-item food-frequency questionnaire. Cox proportional hazards modeling was used to calculate multivariate-adjusted hazard RRs and 95% CIs for associations between total flavonoids, 7 flavonoid classes, and CVD mortality. Results: During 7 y of follow-up, 1589 CVD deaths in men and 1182 CVD deaths in women occurred. Men and women with total flavonoid intakes in the top (compared with the bottom) quintile had a lower risk of fatal CVD (RR: 0.82; 95% CI: 0.73, 0.92; P-trend = 0.01). Five flavonoid classes-anthocyanidins, flavan-3-ols, flavones, flavonols, and proanthocyanidins-were individually associated with lower risk of fatal CVD (all P-trend < 0.05). In men, total flavonoid intakes were more strongly associated with stroke mortality (RR: 0.63; 95% CI: 0.44, 0.89; P-trend = 0.04) than with ischemic heart disease (RR: 0.90; 95% CI: 0.72, 1.13). Many associations appeared to be nonlinear, with lower risk at intakes above the referent category. Conclusions: Flavonoid consumption was associated with lower risk of death from CVD. Most inverse associations appeared with intermediate intakes, suggesting that even relatively small amounts of flavonoid-rich foods may be beneficial.
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