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Apporto di folati e ipertensione

18-04-2012

Xun P, Liu K, Loria CM, Bujnowski D, Shikany JM, Schreiner PJ, Sidney S, He K.
Am J Clin Nutr. 2012 Apr 4. [Epub ahead of print]

In letteratura, alcune evidenze suggeriscono un possibile ruolo dei folati nella riduzione della pressione arteriosa, probabilmente attraverso l’aumento della sintesi di ossido nitrico nelle cellule endoteliali o la riduzione dei livelli plasmatici di omocisteina; tuttavia, gli studio condotti nell’uomo hanno portato, ad oggi, a risultati controversi.
Allo scopo di valutare prospetticamente il ruolo dell’apporto di folati attraverso la dieta sul rischio di ipertensione, le abitudini alimentari e i livelli di assunzione di macro e micronutrienti (rilevati mediante la compilazione di appositi questionari) di 4400 adulti statunitensi di età compresa tra 18 e 30 anni sono stati messi in relazione con l’incidenza di ipertensione durante 20 anni di follow-up. La suddivisione dei soggetti in gruppi in base ai livelli di assunzione di folati ha permesso di rilevare che nel quintile più alto l’incidenza di ipertensione era significativamente ridotta rispetto al quintile più basso (Hazard Ratio, o HR, pari a 0,48).
Tale associazione negativa tra ipertensione e folati risultava inoltre particolarmente forte nella popolazione bianca (HR=0,33 vs HR=0,57 nella popolazione afroamericana).
I risultati di questo studio dimostrano pertanto che livelli più elevati di folati si associano ad una riduzione del rischio di ipertensione nella mezza età, soprattutto nella popolazione bianca.

Glossario

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Folate intake and incidence of hypertension among American young adults: a 20-y follow-up study.

BACKGROUND: Laboratory studies suggest that folate intake may decrease blood pressure (BP) through increasing nitric oxide synthesis in endothelial cells and/or reducing plasma homocysteine concentrations. However, human studies, particularly longitudinal data, are limited.
OBJECTIVE: Our objective was to investigate whether dietary folate intake is associated with the 20-y incidence of hypertension.
DESIGN: We prospectively followed 4400 men and women (African Americans and whites aged 18-30 y) without hypertension at baseline (1985) in the Coronary Artery Risk Development in Young Adults study 6 times, in 1987, 1990, 1992, 1995, 2000, and 2005. Diet was assessed by dietary-history questionnaire at baseline and in 1992 and 2005. Incident hypertension was defined as the first occurrence at any follow-up examination of systolic BP ≥140 mm Hg, diastolic BP ≥90 mm Hg, or use of antihypertensive medication.
RESULTS: A total of 989 incident cases were identified during the 20-y follow-up. After adjustment for potential confounders, participants in the highest quintile of total folate intake had a significantly lower incidence of hypertension (HR: 0.48; 95% CI: 0.38, 0.62; P-trend < 0.01) than did those in the lowest quintile. The multivariable HRs for the same comparison were 0.33 (95% CI: 0.22, 0.51; P-trend < 0.01) in whites and 0.54 (95% CI: 0.40, 0.75; P-trend < 0.01) in African Americans (P-interaction = 0.047). The inverse associations were confirmed in a subset of the cohort (n = 1445) with serum folate measured at baseline and in 1992 and 2000.
CONCLUSIONS: Higher folate intake in young adulthood was longitudinally associated with a lower incidence of hypertension later in life. This inverse association was more pronounced in whites. Additional studies are warranted to establish the causal inference.
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