Apporto di proantocianidine e rischio di tumore al pancreas

Rossi M, Lugo A, Lagiou P, Zucchetto A, Polesel J, Serraino D, Negri E, Trichopoulos D, La Vecchia C.
Ann Oncol. 2011 Nov 2. [Epub ahead of print]

09-11-2011

I flavonoidi, grazie alle loro proprietà antiossidanti e antimutagene, sono considerati tra i candidati potenziali che possono spiegare l’effetto protettivo del consumo di frutta e verdura nei confronti di numerose malattie, tra le quali alcune neoplasie (tratto digestivo, stomaco, colon-retto, seno). Per quanto riguarda il tumore al pancreas, invece, i quattro studi di coorte finora condotti per valutare l’associazione tra flavonoidi e rischio di tumore in questa sede non hanno portato a risultati conclusivi.
Il presente studio caso-controllo è stato condotto su 326 casi con cancro al pancreas (174 uomini e 152 donne) e 652 controlli ai quali è stato richiesto di compilare un questionario di frequenza di consumo al fine di determinare le frequenze di consumo di 6 classi di flavonoidi (flavonoli, flavononi, flavanoli, antocianidine, flavoni e isoflavoni) e 6 classi di proantocianidine (monomeri, dimeri, trimeri, 4-6 meri, 7-10 meri, >10 meri).
Dall’analisi degli Odds Ratio (OR) emerge una chiara associazione inversa tra apporto di proantocianidine (ad eccezione di monomeri e dimeri) e rischio di tumore al pancreas (OR =0,41, ottenuto comparando il più alto quintile di consumo con il più basso). Si evince inoltre che il consumo giornaliero di una porzione addizionale di frutta o verdura ricca in proantocianidine si associa ad una riduzione del 25% di tale rischio.
I risultati di questo studio dimostrano pertanto che l’apporto di proantocianidine può proteggere dal rischio di cancro al pancreas, sebbene siano necessari ulteriori studi per meglio comprendere il potenziale ruolo protettivo di questi composti.

Proanthocyanidins and other flavonoids in relation to pancreatic cancer: a case-control study in Italy.

BACKGROUND: Four cohort studies have examined the relation between flavonoids and pancreatic cancer risk providing inconsistent results.
PATIENTS AND METHODS: We conducted a case-control study between 1991 and 2008 in Northern Italy. Subjects were 326 cases with incident pancreatic cancer and 652 frequency-matched controls (admitted to the same hospitals as cases for acute non-neoplastic conditions) who answered a reproducible and valid food-frequency questionnaire. We computed odds ratios (ORs) using logistic regression models conditioned on gender, age and study center, and adjusted for education, history of diabetes, tobacco smoking, alcohol drinking and energy intake.
RESULTS: Proanthocyanidins with three or more mers were inversely related to pancreatic cancer risk. The ORs were similar in all classes of polymers with three or more mers and in their combination (OR for the highest versus the lowest quintile of intake, 0.41; 95% confidence interval 0.24-0.69), and did not substantially change after adjustment for fruit and vegetable consumption, and for vitamin C and folate intakes. Eating an additional portion of fruits rich in proanthocyanidins every day reduced the risk of pancreatic cancer by 25%.
CONCLUSION: Dietary proanthocyanidins-mostly present in apples, pears and pulses-may convey some protection against pancreatic cancer risk.

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