Attività fisica e obesità negli adolescenti

Simon C, Schweitzer B, Oujaa M, Wagner A, Arveiler D, Triby E, Copin N, Blanc S, Platat C.
Int J Obes (Lond). 2008 Oct;32(10):1489-98

19-11-2008

La prevalenza di obesità e di sovrappeso nei bambini e nei giovani, che è in aumento sia negli USA che in Europa, aumenta il rischio non solo di avere problemi di peso nell’età adulta, ma anche di sviluppare malattie metaboliche e cardiovascolari. L’esercizio fisico regolare, che è inversamente correlato sia col sovrappeso in età giovanile che col rischio cardiovascolare e con regolare appare uno degli strumenti più efficaci nel controllo dell’obesità, e la scuola si presenta come l’ambiente ideale per favorire il mantenimento del peso forma, essendo in grado di promuovere cambiamenti positivi nel comportamento alimentare e nello stile di vita.
A questo studio hanno partecipato 1048 ragazzi di 12 anni suddivisi in due gruppi: quelli nel gruppo di controllo hanno seguito semplicemente il programma didattico che comprendeva 3 lezioni settimanali di attività fisica, mentre quelli nel gruppo di intervento sono stati sottoposti ad un programma integrato con l’obiettivo di modificarne le abitudini creando le condizioni per incentivare l’esercizio fisico. A tale proposito sono state offerte nuove opportunità di fare attività fisica durante le pause pranzo, negli intervalli e nel doposcuola. Lo studio, randomizzato, e della durata di 4 anni, ha evidenziato come questo programma di intervento abbia incrementato di 1 ora alla settimana il tempo dedicato all’esercizio fisico, e nel contempo abbia ridotto quello trascorso davanti alla televisione. Il programma ha avuto un effetto, sostenuto nel tempo, di prevenzione di un eccessivo aumento di peso, riducendo del 50% l’incidenza di comparsa di sovrappeso in 4 anni, effetto che non si è tuttavia accompagnato ad un beneficio in termini di perdita di peso nei ragazzi già sovrappeso all’inizio dello studio. D’altra parte in tutti i soggetti l’esercizio fisico ha prodotto un aumento dei livelli di colesterolo HDL.
I risultati di questo studio sottolineano l’importanza di programmi educativi che incentivino l’abitudine ad una regolare attività fisica e documentano la possibilità di svolgere un’efficace azione di prevenzione dell’obesità nei giovani.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Successful overweight prevention in adolescents by increasing physical activity: a 4-year randomized controlled intervention

BACKGROUND: Population-based studies directed at promoting physical activity in youth have shown limited success in obesity prevention. OBJECTIVE: To assess whether an intervention integrating environmental changes to induce sustained changes in physical activity, prevents overweight in adolescents. DESIGN: Four-year randomized trial started in 2002 in eight middle schools of Eastern France. The intervention, randomized at school level, was designed to promote physical activity by changing attitudes through debates and attractive activities, and by providing social support and environmental changes encouraging physical activity.Subjects:Nine hundred and fifty four 12-year-old six-graders. MEASUREMENTS: Body mass index (BMI), body composition, physical activity by questionnaire, plasma lipids and glucose, insulin resistance. RESULTS: Intervention students had a lower increase in BMI (P=0.01) and age- and gender-adjusted BMI (P<0.02) over time than controls. The differences across groups of the age- and gender-adjusted BMI changes (95% confidence interval (CI)) were -0.29 (-0.51; -0.07) kg/m2 at 3 years, -0.25 (-0.51; 0.01) kg/m2 at 4 years. An interaction with baseline weight status was noted. The intervention had a significant effect throughout the study in initially non-overweight adolescents (-0.36 (-0.60;-0.11) kg/m2 for adjusted BMI at 4 years), corresponding to a lower increase in fat mass index (P<0.001). In initially overweight adolescents, the differences observed across groups at 2 years (-0.40 (-0.94; 0.13) kg/m2 for adjusted BMI) did not persist over time. At 4 years, 4.2% of the initially non-overweight adolescents were overweight in the intervention schools, 9.8% in the controls (odds ratio=0.41 (0.22; 0.75); P<0.01). Independent of initial weight status, compared with controls, intervention adolescents had an increase in supervised physical activity (P<0.0001), a decrease of TV/video viewing (P<0.01) and an increase of high-density cholesterol concentrations (P<0.0001). CONCLUSION: Enhancing physical activity with a multilevel program prevents excessive weight gain in non-overweight adolescents. Our study provides evidence that prevention of obesity in youth is feasible.

Stampa

Condividi