Attività fisica e sindrome metabolica nel bambino

Brambilla P, Pozzobon G, Pietrobelli A.
Int J Obes (Lond). 2010 Dec 7. [Epub ahead of print]

09-02-2011

L’attività fisica, unitamente alla dieta, costituisce un importante determinante dello sviluppo dell’obesità e della sindrome metabolica, definita dalla presenza di tre o più fattori di rischio cardiovascolare (trigliceridi, colesterolo HDL, circonferenza addominale, pressione arteriosa, glicemia). Gli autori di questa revisione hanno esaminato i risultati degli studi pubblicati che hanno messo in relazione la pratica dell’attività fisica con la prevalenza di sindrome metabolica in età pediatrica, analizzando poi la possibilità di utilizzare l’attività fisica come alternativa al trattamento farmacologico. L’analisi della letteratura esistente mette in evidenza come l’esercizio fisico, che è in grado di influenzare i vari fattori che caratterizzano la sindrome metabolica, rappresenti lo strumento ideale per prevenire i rischi metabolici anche nei bambini. La tipologia, la frequenza, la durata e l’intensità dell’attività fisica modulano in particolare l’ossidazione di carboidrati e lipidi. Per questo motivo bambini e adolescenti dovrebbero svolgere almeno 60 minuti al giorno, possibilmente tutti i giorni, di attività moderata o vigorosa, l’unica utile per migliorare la composizione corporea e la distribuzione della massa grassa. Considerando che bambini ed adolescenti obesi con sindrome metabolica conducono spesso una vita sedentaria, gli autori sottolineano l’importanza di una strategia di rieducazione nella quale l’attività fisica deve svolgere un ruolo fondamentale. Tale processo dovrebbe tenere conto dei livelli di attività dei singoli soggetti e il target di attività fisica dovrebbe essere raggiunto progressivamente, aumentando gradualmente il tempo dedicato all’attività al massimo di 5 minuti per volta.

Glossario

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Sindrome metabolica

    La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Circonferenza addominale

    Una misura del girovita. Il grasso che si concentra a livello dell\'addome aumenta il rischio di incorrere in problemi di salute collegati all\'obesità.

  • Pressione arteriosa

    Pressione del sangue nelle arterie dovuto all'attività contrattile del muscolo cardiaco e alla resistenza vascolare periferica, distinta in sistolica o massima e diastolica o minima.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Physical activity as the main therapeutic tool for metabolic syndrome in childhood.

Physical activity (PA) and diet directly influence obesity and metabolic syndrome (MS) as important determinants of body composition. Understanding how PA relates to MS in youth is of great importance, and could offer a common strategy for clinical and public health approaches to control this condition. The underlying disorder of MS is a condition of insulin resistance, and a strong relationship between PA level and insulin sensitivity is clearly ascertained. The type, duration, frequency and intensity of PA affect fuel metabolism, in particular carbohydrate and lipid oxidation. The possible modulation of metabolism because of increased fat oxidation by PA is the basis for both prevention and restoration of insulin resistance and MS in obese children. In daily clinical practice, diet followed by pharmacologic treatment are usually the approaches taken, whereas PA is often considered just a suggestion. Although diet and PA have different effects on body composition, with both contributing to fat loss, only PA increases muscle mass and thus has a direct effect on metabolic function, expressed by changes in cardiovascular risk factors. Therefore, it is important to remember their complementary but different targets in daily clinical practice, such as body weight control for diet and metabolic health for PA. In this review, we have summarized the literature on the relationship between PA and MS in pediatrics. Then, we have analyzed the possibility of using PA for MS treatment, as an alternative to drugs, by discussing the results of intervention studies, reasons for low compliance to PA, related benefits, adherence difficulties and costs. Finally, we have tried to suggest recommendations for a multiple-step PA strategy in children and adolescents at risk for MS, by considering PA as the \'key\' player in treatment.

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