Aumentare l’apporto di colina nel terzo trimestre di gravidanza influisce positivamente sulla cognitività della prole

Caudill MA, Strupp BJ, Muscalu L, Nevins JEH, Canfield RL.
FASEB J. 2017 Dec 7. pii: fj.201700692RR. doi: 10.1096/fj.201700692RR. [Epub ahead of print]

12-01-2018

La colina è un nutriente essenziale, che deve essere assunto con gli alimenti (ad es. carne, pesce, legumi, frutta secca con guscio, crucifere). A livello dell’organismo svolge numerose funzioni ed è un componente delle membrane cellulari, comprese quelle neuronali. In gravidanza si raccomanda di assumere almeno 450 mg di colina ogni giorno, ma, poiché le principali fonti di colina sono cibi il cui consumo è guardato con una certa diffidenza (come uova, fegato e carni rosse), spesso le future madri non rispettano queste raccomandazioni.
I dati di questa ricerca statunitense dimostrano, invece, che raddoppiare l’apporto di colina, negli ultimi tre mesi di gravidanza, migliora in modo sensibile le capacità cognitive della prole, effetto che era già stato osservato soltanto in modelli animali.
I ricercatori hanno coinvolto alcune donne prossime al terzo trimestre di gravidanza e, dopo aver accertato che tutte seguissero lo stesso protocollo alimentare, in linea con le necessità di madre e nascituro, le hanno suddivise in due gruppi: al primo sono stati somministrati 480 mg di colina al giorno (poco più di quanto raccomandato); al secondo quasi il doppio, cioè 930 mg di colina al giorno.
Dopo la nascita, tutti i bambini sono stati esaminati a 4, 7, 10 e 13 mesi di vita, utilizzando i due test che, nell’infanzia, correlano con il QI: la velocità di elaborazione delle informazioni (in rapporto all’età) e la memoria visuo-spaziale. I figli delle donne che, nel terzo trimestre, avevano assunto 930 mg al giorno di colina hanno ottenuto punteggi significativamente superiori a quelli dell’altro gruppo nella velocità di elaborazione delle informazioni. Controlli successivi hanno confermato che le differenze a favore del gruppo con supplementazione “potenziata” di colina si sono mantenute nel tempo.
Lo studio è stato condotto su un ridotto numero di madri, ma dimostrerebbe che le attuali raccomandazioni sull’apporto di colina non sono forse adeguate a quanto effettivamente richiesto dal cervello di un organismo in rapido sviluppo come il feto.

Glossario

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Maternal choline supplementation during the third trimester of pregnancy improves infant information processing speed: a randomized, double-blind, controlled feeding study.

Rodent studies demonstrate that supplementing the maternal diet with choline during pregnancy produces life-long cognitive benefits for the offspring. In contrast, the two experimental studies examining cognitive effects of maternal choline supplementation in humans produced inconsistent results, perhaps because of poor participant adherence and/or uncontrolled variation in intake of choline or other nutrients. We examined the effects of maternal choline supplementation during pregnancy on infant cognition, with intake of choline and other nutrients tightly controlled. Women entering their third trimester were randomized to consume, until delivery, either 480 mg choline/d (n = 13) or 930 mg choline/d (n = 13). Infant information processing speed and visuospatial memory were tested at 4, 7, 10, and 13 mo of age (n = 24). Mean reaction time (RT) averaged across the four ages was significantly faster for infants born to mothers in the 930 (vs. 480) mg choline/d group. This result indicates that maternal consumption of approximately twice the recommended amount of choline during the last trimester improves infant information processing speed. Furthermore, for the 480-mg choline/d group, there was a significant linear effect of exposure duration (infants exposed longer showed faster RTs), suggesting that even modest increases in maternal choline intake during pregnancy may produce cognitive benefits for offspring.

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