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Bassi livelli circolanti di polinsaturi n-3, o omega-3, correlano con il consumo di specifici alimenti in una popolazione italiana

07-02-2014

Pounis G, de Lorgeril M, Salen P, Laporte F, Krogh V, Siani A, Arnout J, Cappuccio FP, van Dongen M, Donati MB, de Gaetano G, Iacoviello L.
Nutr Metab Cardiovasc Dis http://dx.doi.org/10.1016/j.numecd.2014.01.012

I livelli circolanti di acidi grassi polinsaturi della serie n-3, o omega-3, che riflettono soprattutto l’apporto con la dieta di alimenti ricchi di questi acidi grassi, sono notevolmente differenti in Italia, Belgio e Gran Bretagna. Nella popolazione italiana sono stati infatti rilevati livelli di omega-3 molto più bassi rispetto alle altre popolazioni allo studio, in associazione con consumi più elevati di olio d’oliva, frutta, verdura in foglia, pasta, riso, pomodori e pesce e consumi più bassi, invece, di latticini, oli vegetali, cioccolato, caffè e tè, cavoli e tuberi. Questi ultimi alimenti in realtà non contengono quantità importanti di omega-3 (a differenza degli oli e delle noci che sono fonti di acido alfa linolenico), ma sono ricchi vitamine e di fitocomposti ad attività antiossidante, la cui presenza correla con l’aumento degli omega-3 nelle membrane dei globuli rossi. Gli Autori ipotizzano che buona parte delle correlazioni osservate possano essere spiegate dalle differenze nel consumo di oli (d’oliva in Italia e di altri vegetali in Belgio e Gran Bretagna), che rappresentano generalmente la principale fonte di acidi grassi essenziali.

Glossario

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

Dietary patterns and fatty acids levels of three European populations. Results from the IMMIDIET study

Background and Aims Differences in blood fatty acids (FAs) profile among populations with different lifestyle have partly been attributed to differences in food intake. A holistic approach in dietary guidance through dietary patterns is essential. This study aimed at evaluating the main plasma and red blood cell (RBC) FAs in three European populations and assessing the role of dietary patterns in explaining variation in their levels.
Methods In the framework of the IMMIDIET Project, 1,604 subjects (802 male female pairs) aged 26-65 years were enrolled in Italy, Belgium and UK. Plasma and RBC FAs were measured. 1-year recall food frequency questionnaires were used to evaluate dietary habits of each individual.
Results Italian cohort showed lower plasma and RBC n-3 levels than participants of the other two populations (P<0.001). Both plasma and RBC arachidonic acid were higher in Italian cohort as compared to Belgian and English. Reduced rank regression analysis indicated two dietary patterns explaining 35% and 17% of the total variation of the sum of plasma and RBC n-3, respectively. In a holistic dietary analysis, neither fish nor mollusks intake seemed to contribute to n-3 variation as compared to vegetable oils and polyphenol-rich foods.
Conclusion The Italian cohort presented significant lower plasma and RBC n-3 FA levels compared to Belgians and English. A holistic approach in dietary analysis seemed to explain a relatively high proportion of plasma and RBC n-3 FAs variability. Dietary pattern analysis may contribute to the study of the association of human diet with FAs levels.

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