Benefici della prima colazione

Smith KJ, Gall SL, McNaughton SA, Blizzard L, Dwyer T, Venn AJ.
Am J Clin Nutr. 2010 Oct 6. [Epub ahead of print]

27-10-2010

Chi non consuma regolarmente la prima colazione, che apporta nutrienti importanti per la salute, corre un rischio maggiore di sviluppare sovrappeso, oltre che di assumere una dieta non completamente adeguata dal punto di vista nutrizionale. Fare tutte le mattine una prima colazione completa ed equilibrata contribuisce infatti a ridurre l’introito giornaliero di grassi e calorie e ad aumentare invece l’apporto di fibre, vitamine e sali minerali.
Gli autori di questo studio hanno analizzato alcuni parametri metabolici correlati al rischio cardiovascolare in adulti di età compresa tra 26 e 36 anni dei quali erano state registrate le abitudini alimentari anche all’inizio dell’osservazione, e cioè ad un età compresa tra 9 e 15 anni.
Secondo i risultati coloro che saltavano la prima colazione sia durante l’infanzia che da adulti presentavano valori maggiori di circonferenza addominale (+ 4.63 cm), di insulinemia a digiuno (+2.02 mU/L), di colesterolo totale (+0.40 mmol/L o 15 mg/dl) e di colesterolo LDL (+0.40 mmol/L o 15 mg/dl, rispetto a coloro che la consumavano quotidianamente.
Queste osservazioni dimostrano che fare regolarmente la prima colazione può, nel lungo periodo, esercitare effetti positivi sui parametri metabolici correlati al rischio cardiovascolare.

Glossario

  • Circonferenza addominale

    Una misura del girovita. Il grasso che si concentra a livello dell\'addome aumenta il rischio di incorrere in problemi di salute collegati all\'obesità.

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

Skipping breakfast: longitudinal associations with cardiometabolic risk factors in the Childhood Determinants of Adult Health Study.

BACKGROUND: The long-term effects of skipping breakfast on cardiometabolic health are not well understood.
OBJECTIVE: The objective was to examine longitudinal associations of breakfast skipping in childhood and adulthood with cardiometabolic risk factors in adulthood.
DESIGN: In 1985, a national sample of 9-15-y-old Australian children reported whether they usually ate breakfast before school. During follow-up in 2004-2006, 2184 participants (26-36 y of age) completed a meal-frequency chart for the previous day. Skipping breakfast was defined as not eating between 0600 and 0900. Participants were classified into 4 groups: skipped breakfast in neither childhood nor adulthood (n = 1359), skipped breakfast only in childhood (n = 224), skipped breakfast only in adulthood (n = 515), and skipped breakfast in both childhood and adulthood (n = 86). Diet quality was assessed, waist circumference was measured, and blood samples were taken after a 12-h fast (n = 1730). Differences in mean waist circumference and blood glucose, insulin, and lipid concentrations were calculated by linear regression.
RESULTS: After adjustment for age, sex, and sociodemographic and lifestyle factors, participants who skipped breakfast in both childhood and adulthood had a larger waist circumference (mean difference: 4.63 cm; 95% CI: 1.72, 7.53 cm) and higher fasting insulin (mean difference: 2.02 mU/L; 95% CI: 0.75, 3.29 mU/L), total cholesterol (mean difference: 0.40 mmol/L; 95% CI: 0.13, 0.68 mmol/L), and LDL cholesterol (mean difference: 0.40 mmol/L; 95% CI: 0.16, 0.64 mmol/L) concentrations than did those who ate breakfast at both time points. Additional adjustments for diet quality and waist circumference attenuated the associations with cardiometabolic variables, but the differences remained significant.
CONCLUSIONS: Skipping breakfast over a long period may have detrimental effects on cardiometabolic health. Promoting the benefits of eating breakfast could be a simple and important public health message.

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