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Bere regolarmente caffè con moderazione, proteggerebbe le funzioni cognitive sia negli uomini che nelle donne

17-06-2016

Wu L, Sun D, He Y.
Clin Nutr. 2016 doi: 10.1016/j.clnu.2016.05.015. [Epub ahead of print]

Consumare regolarmente e con moderazione caffè (con o senza caffeina) è un’abitudine associata a più effetti positivi. Un aspetto poco analizzato finora è l’associazione con la salute cognitiva. Per questa metanalisi sono stati considerati nove studi (5 su soggetti caucasici e 4 su soggetti asiatici), pubblicati tra il 2002 e il 2016, per un totale di 34.282 uomini e donne di 60 anni e oltre, valutando l’associazione tra livelli di consumo di caffè (con o senza caffeina) e l’insorgenza nel tempo di disturbi cognitivi di diversa gravità: dalle alterazioni cognitive lievi alle demenze non-Alzheimer, dal declino cognitivo legato all’età all’Alzheimer vero e proprio.
L’analisi ha messo in luce una tipica curva di associazione a “J” tra consumo di caffè e rischio di riduzione delle funzioni cognitive: vale a dire che la maggiore riduzione del rischio corrisponderebbe a un consumo costante e moderato di 1-2 tazze al giorno. L’assenza di consumo o dosi inferiori a una tazza al giorno si associano invece ad un aumento del rischio, il cui incremento è invece non significativo oltre le 3 tazze al giorno.
Gli Autori sottolineano la necessità di ulteriori studi, per valutare eventuali differenze tra gli effetti del caffè con o senza caffeina, tra preparazioni diverse e tra le dimensioni delle porzioni di bevanda, ben diverse da paese a paese.

Glossario

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

Coffee intake and the incident risk of cognitive disorders: A dose-response meta-analysis of nine prospective cohort studies

BACKGROUND & AIMS: Previous epidemiological studies have provided inconsistent conclusions on the impact of coffee consumption in the developing of cognitive disorders. However, no previous meta-analysis has pooled the evidence from the prospective cohort studies to assess the influence of coffee drinking and its potential dose-response patterns on the risk of developing cognitive disorders specifically.
METHODS: Two databases (PubMed and Embase) were searched for evidence of cohort studies from inception to February 2016. We used a generic inverse-variance method with a random-effects model to pool the fully adjusted relative risks (RRs) and the corresponding 95% confidence intervals (CIs). In the dose-response analyses, a generalized least-squares trend estimation model was applied to computing the study-specific slopes.
RESULTS: Nine prospective cohort studies involving 34,282 participants were included in our study. The duration of follow-up years ranged from 1.3 to 28. Compared with <1 cup, daily drinking of 1-2 cups of coffee was inversely linked with the occurrence of cognitive disorders (i.e., Alzheimer's disease, dementia, cognitive decline, and cognitive impairment), and the pooled RR (95% CI) was 0.82 (0.71, 0.94) with evidence of non-significant heterogeneity (I2 = 25%). Non-significant differences were presented for the association between coffee consumption (>3 vs. <1 cup/d) and incident cognitive disorders. The dose-response analysis showed a "J-shaped" curve relationship of the risk of developing cognitive disorders with coffee consumption.
CONCLUSIONS: A "J-shaped" association was presented between coffee intake and incident cognitive disorders, with the lowest risk of incident cognitive disorders at a daily consumption level of 1-2 cups of coffee.

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