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Caffè, caffeina e rischio di depressione

28-09-2011

Lucas M, Mirzaei F, Pan A, Okereke OI, Willett WC, O’Reilly EJ, Koenen K, Ascherio A.
Arch Intern Med. 2011;171(17):1571-1578. doi:10.1001/archinternmed.2011.393

Nonostante la caffeina rappresenti la sostanza psicoattiva maggiormente consumata nel mondo (principalmente mediante il consumo di caffè e di tè) , il suo effetto sul tono dell’umore è stato finora poco studiato. La depressione è d’altra parte una malattia cronica che interessa un numero sempre maggiore di persone a livello mondiale, e l’identificazione dei fattori di rischio che ne favoriscono o ne anticipano la comparsa costituisce una priorità in termini di salute pubblica.
Questo studio ha esaminato prospetticamente l’associazione tra il consumo di caffeina e di bevande decaffeinate e il rischio di depressione in una coorte di 50.739 donne americane il consumo cui di caffeina è stato misurato mediante appositi questionari validati. Le partecipanti sono state seguite per un periodo medio di 10 anni, durante i quali si sono registrati 2.607 casi di depressione.
Analizzando i risultati, è emerso che le donne che consumavano 2-3 tazze/settimana o ≥4 tazze/settimana di caffè avevano un rischio relativo (RR) di incorrere in un episodio depressivo pari, rispettivamente, a 0,85 e 0,80 rispetto alle donne che consumavano ≤1 tazza/settimana. È stata inoltre osservata una chiara relazione dose-risposta: il gruppo che consumava la maggior quantità di caffeina (≥550 mg/giorno) aveva un RR di depressione pari a 0,80 rispetto al gruppo che dichiarava il consumo minore (<100 mg/giorno). Il consumo di caffè decaffeinato, invece, non è risultato associato al rischio di depressione, così come il consumo di tè, bevande zuccherate e cioccolato.
I risultati di questo studio longitudinale suggeriscono pertanto un effetto protettivo della caffeina (proveniente preferibilmente dal caffè) sul rischio di depressione. L’ipotesi è confermata dall’assenza di effetto del caffè decaffeinato sullo stesso parametro; l’inefficacia di altre fonti di caffeina (come il tè) pone tuttavia il problema, tipico degli studi osservazionali, della reale causalità della relazione osservata.

Glossario

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

Coffee, Caffeine, and Risk of Depression Among Women

Background Caffeine is the world\'s most widely used central nervous system stimulant, with approximately 80% consumed in the form of coffee. However, studies that analyze prospectively the relationship between coffee or caffeine consumption and depression risk are scarce.
Methods A total of 50 739 US women (mean age, 63 years) free of depressive symptoms at baseline (in 1996) were prospectively followed up through June 1, 2006. Consumption of caffeine was measured from validated questionnaires completed from May 1, 1980, through April 1, 2004, and computed as cumulative mean consumption with a 2-year latency period applied. Clinical depression was defined as self-reported physician-diagnosed depression and antidepressant use. Relative risks of clinical depression were estimated using Cox proportional hazards regression models.
Results During 10 years of follow-up (1996-2006), 2607 incident cases of depression were identified. Compared with women consuming 1 or less cup of caffeinated coffee per week, the multivariate relative risk of depression was 0.85 (95% confidence interval, 0.75-0.95) for those consuming 2 to 3 cups per day and 0.80 (0.64-0.99; P for trend <.001) for those consuming 4 cups per day or more. Multivariate relative risk of depression was 0.80 (95% confidence interval, 0.68-0.95; P for trend = .02) for women in the highest (550 mg/d) vs lowest (<100 mg/d) of the 5 caffeine consumption categories. Decaffeinated coffee was not associated with depression risk.
Conclusions In this large longitudinal study, we found that depression risk decreases with increasing caffeinated coffee consumption. Further investigations are needed to confirm this finding and to determine whether usual caffeinated coffee consumption can contribute to depression prevention.
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