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Caffè e rischio di tumore alla prostata

01-06-2011

Wilson KM, Kasperzyk JL, Rider JR, Kenfield S, van Dam RM, Stampfer MJ, Giovannucci E, Mucci LA.
J Natl Cancer Inst. 2011 May 17. [Epub ahead of print]

Studi osservazionali hanno dimostrato che il consumo di caffè e si associa al miglioramento del metabolismo del glucosio e della secrezione di insulina e, in ultima analisi, alla riduzione del rischio di diabete di tipo 2. Il caffè infatti contiene numerose molecole bioattive, tra le quali la caffeina, alcuni minerali e fitocomposti che, oltre a possedere una spiccata attività antiossidante, possono influenzare l’insulina e i livelli di ormoni sessuali. A causa della relazione esistente tra livelli di insulina e di androgeni, ossidazione e tumore della prostata, è stato ipotizzato che il consumo di caffè possa modulare il rischio per questa patologia che in Italia è il primo tipo di tumore che colpisce l’uomo. Tuttavia gli studi condotti finora hanno portato a risultati contrastanti e inconcludenti.
Per questo studio prospettico 47911 uomini, con età compresa tra 40 e 75 anni, sono stati seguiti per un periodo di 20 anni durante il quale sono stati diagnosticati 5035 casi di tumori alla prostata, inclusi 642 casi letali (fatali o con metastasi). L’analisi dei livelli di assunzione di caffè ha permesso di definire un consumo medio di 1.9 tazzine al giorno, corrispondenti ad almeno una tazzina al giorno per 2/3 della popolazione. Il 5% dei soggetti allo studio ne beveva 6 o più al giorno. Il rischio di sviluppare tumore alla prostata è risultato debolmente correlato al numero di tazze di caffè e ridotto del 18% per coloro che ne bevevano 6 o più rispetto ai non consumatori (Relative Risk [RR]=0.82). L‘associazione è risultata più forte per il tumore alla prostata avanzato o letale (RR=0.47 e 0.40 rispettivamente) e simile sia per il caffè normale che decaffeinato.
In conclusione, da questo studio emerge una forte associazione inversa tra il consumo di caffè e il rischio di tumore alla prostata letale, attribuibile a componenti del caffè diversi dalla caffeina.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

  • Antiossidante

    Sostanza che impedisce o rallenta l'ossidazione.

Coffee Consumption and Prostate Cancer Risk and Progression in the Health Professionals Follow-up Study.

Background Coffee contains many biologically active compounds, including caffeine and phenolic acids, that have potent antioxidant activity and can affect glucose metabolism and sex hormone levels. Because of these biological activities, coffee may be associated with a reduced risk of prostate cancer. Methods We conducted a prospective analysis of 47 911 men in the Health Professionals Follow-up Study who reported intake of regular and decaffeinated coffee in 1986 and every 4 years thereafter. From 1986 to 2006, 5035 patients with prostate cancer were identified, including 642 patients with lethal prostate cancers, defined as fatal or metastatic. We used Cox proportional hazards models to assess the association between coffee and prostate cancer, adjusting for potential confounding by smoking, obesity, and other variables. All P values were from two-sided tests. Results The average intake of coffee in 1986 was 1.9 cups per day. Men who consumed six or more cups per day had a lower adjusted relative risk for overall prostate cancer compared with nondrinkers (RR = 0.82, 95% confidence interval [CI] = 0.68 to 0.98, P(trend) = .10). The association was stronger for lethal prostate cancer (consumers of more than six cups of coffee per day: RR = 0.40, 95% CI = 0.22 to 0.75, P(trend) = .03). Coffee consumption was not associated with the risk of nonadvanced or low-grade cancers and was only weakly inversely associated with high-grade cancer. The inverse association with lethal cancer was similar for regular and decaffeinated coffee (each one cup per day increment: RR = 0.94, 95% CI = 0.88 to 1.01, P = .08 for regular coffee and RR = 0.91, 95% CI = 0.83 to 1.00, P = .05 for decaffeinated coffee). The age-adjusted incidence rates for men who had the highest (≥6 cups per day) and lowest (no coffee) coffee consumption were 425 and 519 total prostate cancers, respectively, per 100 000 person-years and 34 and 79 lethal prostate cancers, respectively, per 100 000 person-years. Conclusions We observed a strong inverse association between coffee consumption and risk of lethal prostate cancer. The association appears to be related to non-caffeine components of coffee.
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