Carenza di vitamina D e rischio cardiovascolare

Anderson JL, May HT, Horne BD, Bair TL, Hall NL, Carlquist JF, Lappé DL, Muhlestein JB; Intermountain Heart Collaborative (IHC) Study Group.
Am J Cardiol. 2010 Oct 1;106(7):963-8.

27-10-2010

Numerose evidenze suggeriscono che la carenza di vitamina D sia implicata nello sviluppo di patologie che contribuiscono a determinare il rischio cardiovascolare, come ad esempio l’ipertensione, il diabete mellito, l’obesità, la sindrome metabolica.
Dall’analisi di un database clinico relativo a 41.497 pazienti di medici di medicina generale ai quali è stata dosata la vitamina D almeno una volta nell’arco di 9 anni, è emerso che solo il 36 % della popolazione presentava livelli serici di vitamina D nella norma, maggiori o uguali cioè a 30 ng/ml, e che l’insufficienza o il deficit riguardavano circa i 2/3 dei soggetti allo studio. Un’associazione negativa e altamente significativa è stata registrata tra le concentrazioni di vitamina D e i fattori di rischio cardiovascolare; in particolare la prevalenza di ipertensione e diabete è risultata significativamente maggiore tra coloro che avevano valori di vitamina D molto bassi rispetto ai soggetti con valori nel range di normalità. Inoltre anche l’incidenza di ipertensione e diabete nel periodo di follow-up correlava con la carenza di vitamina D, nei soggetti senza altri fattori rischio. Infine nella popolazione con più di 50 anni, ai livelli serici più bassi di vitamina D corrispondeva una maggiore prevalenza di malattia coronarica, infarto miocardico, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, vascolopatia periferica, ictus, TIA e tachicardia ventricolare.
Questi risultati, in accordo con osservazioni precedenti, indicano che la carenza di vitamina D, una condizione piuttosto diffusa, rappresenti un nuovo fattore di rischio cardiovascolare e possa giocare un ruolo importante nello sviluppo delle malattie cardiovascolari. Dal momento che il dosaggio dei livelli circolanti di vitamina D è di semplice applicazione e che la supplementazione con la vitamina è facilmente applicabile ed economica, gli autori sottolineano la necessità di studi mirati a verificare i benefici dell’integrazione con vitamina D in prevenzione cardiovascolare.

Glossario

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Diabete mellito

    Sindrome caratterizzata da iperglicemia cronica dovuta a carenza di insulina (diabete giovanile insulino-dipendente) o ad una resistenza anomala dei tessuti alla sua azione (diabete dell'adulto non insulino-dipendente) le manifestazioni cliniche sono nella fase acuta chetoacidosi (coma diabetico) e, a lungo termine, lesioni dei capillari (soprattutto renali e retinici) con aterosclerosi precoce e neuropatie.

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Sindrome metabolica

    La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Relation of vitamin D deficiency to cardiovascular risk factors, disease status, and incident events in a general healthcare population.

Vitamin D recently has been proposed to play an important role in a broad range of organ functions, including cardiovascular (CV) health; however, the CV evidence-base is limited. We prospectively analyzed a large electronic medical records database to determine the prevalence of vitamin D deficiency and the relation of vitamin D levels to prevalent and incident CV risk factors and diseases, including mortality. The database contained 41,504 patient records with at least one measured vitamin D level. The prevalence of vitamin D deficiency (≤30 ng/ml) was 63.6%, with only minor differences by gender or age. Vitamin D deficiency was associated with highly significant (p <0.0001) increases in the prevalence of diabetes, hypertension, hyperlipidemia, and peripheral vascular disease. Also, those without risk factors but with severe deficiency had an increased likelihood of developing diabetes, hypertension, and hyperlipidemia. The vitamin D levels were also highly associated with coronary artery disease, myocardial infarction, heart failure, and stroke (all p <0.0001), as well as with incident death, heart failure, coronary artery disease/myocardial infarction (all p <0.0001), stroke (p = 0.003), and their composite (p <0.0001). In conclusion, we have confirmed a high prevalence of vitamin D deficiency in the general healthcare population and an association between vitamin D levels and prevalent and incident CV risk factors and outcomes. These observations lend strong support to the hypothesis that vitamin D might play a primary role in CV risk factors and disease. Given the ease of vitamin D measurement and replacement, prospective studies of vitamin D supplementation to prevent and treat CV disease are urgently needed.

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