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Carenza di vitamina D e rischio di mortalità

21-12-2011

Zittermann A, Iodice S, Pilz S, Grant WB, Bagnardi V, Gandini S.
Am J Clin Nutr. 2011 Dec 14. [Epub ahead of print]

La carenza di vitamina D costituisce potenzialmente un serio problema di salute pubblica, perché sembra collegata non solo ad un aumentato rischio di osteoporosi ma anche di infezioni, malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni e di alcune forme tumorali. Poichè alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che l’associazione tra i livelli serici di 25(OH)D e rischio di cancro al seno, incidenza di malattie cardiovascolari e mortalità totale sia di tipo complesso (e comunque non lineare), è stata realizzata la presente metanalisi al fine di valutare soprattutto l’associazione tra livelli serici di 25(OH)D e mortalità.
Per questo motivo sono stati considerati i risultati di 14 studi di coorte prospettici che avevano reclutato un totale di 62.548 soggetti (di cui 5.562 deceduti durante il follow-up). Comparando i gruppi con maggiori livelli serici della vitamina con i gruppi con livelli più bassi, è emerso un rischio relativo (RR) di mortalità, dei primi rispetto ai secondi, pari a 0,71.
Nel modello parametrico (che aveva considerato 11 studi per un totale di 59.231 soggetti) si è rilevato invece un RR di mortalità pari a 0,86, 0,77, e 0,69 rispettivamente per aumenti di livelli serici di 25(OH)D pari a 12,5, 25 e 50 nmol/L rispetto alla categoria di riferimento (27,5 nmol/L). Tuttavia, non è emersa alcuna riduzione addizionale della mortalità per livelli superiori a 87,5 nmol/L alla categoria di riferimento.
I risultati di questo studio suggeriscono pertanto l’esistenza di un’associazione inversa tra livelli circolanti di 25(OH)D e mortalità, con una concentrazione ottimale fissata tra 75 e 87,5 nmol/L.

Glossario

  • Osteoporosi

    Rarefazione del tessuto osseo per diminuzione dell'attività degli osteoblasti, legata all'età o a malattie.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

Vitamin D deficiency and mortality risk in the general population: a meta-analysis of prospective cohort studies.

Background: Low vitamin D status may increase mortality risk. OBJECTIVE: We used nonparametric (\"highest compared with lowest\" categories) and parametric (>2 categories) statistical models to evaluate associations of 25-hydroxyvitamin D [25(OH)D] serum concentrations and mortality in observational studies among general populations. DESIGN: We searched PubMed, EMBASE, Web of Science, and reference lists for relevant articles. We included studies that contained data on relative risks (RRs) for mortality for different 25(OH)D concentrations, which included a corresponding measure of uncertainty, and this yielded 14 prospective cohort studies that involved 5562 deaths out of 62,548 individuals. We applied log-transformed RRs and CIs, adjusted for the maximal number of confounding variables. In the parametric model, which is based on 11 studies and 59,231 individuals, we used the lowest quantile as the reference category. Results: For \"highest compared with lowest\" categories of 25(OH)D, the estimated summary RR of mortality was 0.71 (95% CI: 0.50, 0.91). In the parametric model, the estimated summary RRs (95% CI) of mortality were 0.86 (0.82, 0.91), 0.77 (0.70, 0.84), and 0.69 (0.60, 0.78) for individuals with an increase of 12.5, 25, and 50 nmol 25(OH)D serum values/L, respectively, from a median reference category of ∼27.5 nmol/L. There was, however, no significant decrease in mortality when an increase of ∼87.5 nmol/L above the reference category occurred. Conclusion: Data suggest a nonlinear decrease in mortality risk as circulating 25(OH)D increases, with optimal concentrations ∼75-87.5 nmol/L.
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