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Il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari (di tutti i tipi) non aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2

07-10-2016

Brouwer-Brolsma EM, van Woudenbergh GJ, Oude Elferink SJ, Singh-Povel CM, Hofman A, Dehghan A, Franco OH, Feskens EJ.
Nut Metab and Cardiov Dis (2016), doi: 10.1016/j.numecd.2016.08.003.

Il consumo di latte (intero, parzialmente scremato, scremato) e prodotti derivati (fermentati e non fermentati) non ha alcuna influenza sullo sviluppo di diabete di tipo 2, in una popolazione di adulti e anziani (età compresa tra 59 e 71 anni), uomini e donne, seguita in media per 9,5 anni nell’ambito del Rotterdam Study.
La ricerca è stata condotta su un campione di 2974 abitanti del distretto di Ommoord (all’interno della Comune di Rotterdam), consumatori abituali di latte e prodotti lattiero-caseari, a dosi comprese tra 259 e 559 g al giorno (in media 398 g/die). Questi soggetti sono stati seguiti nel tempo, analizzando, tra gli altri parametri, anche un’eventuale associazione tra consumo di latte e latticini (tutti) e sviluppo di diabete di tipo 2 (diabete dell’età matura).
L’analisi ha considerato tutte le possibili variabili in grado di influire sul risultato: età, sesso, rapporto peso/altezza, familiarità per diabete di tipo 2, presenza di ipertensione e di dislipidemia, abitudine al fumo, sedentarietà, consumo regolare di frutta e verdura, assunzione regolare di tè o caffè.
In nessun caso, il consumo di latte e latticini, sia interi, sia parzialmente o totalmente scremati, fermentati o meno, è risultato associato allo sviluppo di diabete di tipo 2 negli oltre nove anni di monitoraggio. Si è anzi messa in luce una certa azione protettiva del consumo di yogurt.
Gli Autori concludono quindi che, nel complesso della dieta, il consumo di latte e latticini totali non ha alcuna influenza (positiva o negativa) sul rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

Intake of different types of dairy and its prospective association with risk of type 2 diabetes: the Rotterdam Study.

BACKGROUND AND AIMS: The prevalence of type 2 diabetes (T2DM) is increasing. Several studies have suggested a beneficial effect of several major dairy nutrients on insulin production and sensitivity. Conversely, harmful effects have been suggested as well. This study aimed to investigate the impact of the full-range of dairy products and its association with incidence T2DM in Dutch adults aged ≥55 years participating in the Rotterdam Study.
METHODS AND RESULTS: Dairy intake was assessed with a validated FFQ, including total, skimmed, semi-skimmed, full-fat, fermented, and non-fermented dairy, and subclasses of these product groups. Verified prevalent and incident diabetes were documented. Cox proportional hazards regression and spline regression were used to analyse data, adjusting for age, sex, alcohol, smoking, education, physical activity, body mass index, intake of total energy, energy-adjusted meat, and energy-adjusted fish intake. Median total dairy intake was 398 gram/day (IQR 259-559 gram/day). Through 9.5±4.1 years of follow-up, 393 cases of incident T2DM were reported. Cox and spline regression did not point towards associations of total dairy consumption, dairy consumption based on fat content, non-fermented or fermented dairy consumption, or individual dairy product consumption with incident T2DM. The HR for total dairy intake and T2DM was 0.93 (95% CI: 0.70-1.23) in the upper quartile (P-for trend 0.76).
CONCLUSIONS: This prospective cohort study did not point towards an association between dairy consumption and T2DM.

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