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Consumare cibi dei gruppi alimentari suggeriti dalle linee-guida nutrizionali, come il latte, riduce il rischio di mortalità in uomini di mezza età

24-03-2016

Bongard V, Arveiler D, Dallongeville J, Ruidavets JB, Wagner A, Simon C, Marécaux N, Ferrières J.
Eur J Clin Nutr. 2016 Mar 2. doi: 10.1038/ejcn.2016.19. [Epub ahead of print]

Gli studi di popolazione hanno spesso dimostrato che l’assunzione regolare di alimenti inseriti nelle linee-guida nutrizionali ha effetti favorevoli sia sul rischio di sviluppo di malattie croniche (cardiovascolari e tumorali prima di tutto), sia sulla mortalità per tutte le cause. Questa ricerca francese si è focalizzata su una specifica popolazione, gli uomini di 45 anni e più, selezionando tre gruppi a Nordovest (Lille), Nordest (Strasburgo) e Sudovest (Tolosa) della Francia: in totale 960 soggetti, reclutati tra il 1995 e il 1997, di cui è stato raccolto il diario alimentare e di stile di vita in tre giorni successivi.
Analizzando i consumi, si rilevava che ogni giorno ciascun soggetto assumeva in media 1,5 porzioni di carne, meno di una porzione di yogurt o cottage cheese, una porzione di formaggio, uno-due frutti, una-due porzioni di verdura e 4 porzioni di pane. Ben un terzo di essi, nei tre giorni di osservazione, non ha consumato pesce. L’assunzione media di sodio è stata di 2,06 grammi, pari a 5,9 g di sale da cucina.
Dopo circa 15 anni, sono stati registrati 150 decessi. Tra le abitudini alimentari sono risultate indipendentemente predittive di un minor rischio di mortalità: un’assunzione oltre la media di latte (- 39% per chi consumava più di un bicchiere al giorno), il consumo di 5 porzioni al giorno di frutta e verdura (- 32%) e un moderato consumo (1 porzione al giorno) di yogurt e cottage cheese, ma anche di altri formaggi (2 porzioni) e pane (5 porzioni). Alti livelli di assunzione di sodio si associano, anche se in modo non significativo, all’aumento della mortalità. Gli Autori sottolineano che chi aveva dichiarato abitudini alimentari più salutari seguiva anche uno stile di vita complessivamente più sano. In conclusione, questo studio osservazionale rafforza l’importanza delle indicazioni nutrizionali che suggeriscono un consumo moderato, ma preferenziale, di alcuni gruppi alimentari, a iniziare da latte e latticini, frutta e verdura, cereali e amidi.

Food groups associated with a reduced risk of 15-year all-cause death.

BACKGROUND/OBJECTIVES: Long-term observational cohorts provide the opportunity to investigate the potential impact of dietary patterns on death. We aimed to investigate all-cause death according to the consumption of selected food groups, and then to identify those independently associated with reduced mortality.
SUBJECTS/METHODS: Population survey of middle-aged men randomly selected in the period 1995-1997 from the general population of three French areas and followed over a median of 14.8 years. Dietary data were collected through a 3-day food record. Cox modeling was used to assess the risk of death according to selected foods groups after extensive adjustment for confounders, including a diet quality index.
RESULTS: The study population comprised 960 men (mean age 55.5 ±6.2 years). After a median follow-up of 14.8 (interquartile range 14.3-15.2) years, 150 (15.6%) subjects had died. Food groups that remained independently predictive of a lower risk of death after extensive adjustment were an above-median consumption of milk (adjusted relative risk: 0.61, 95% confidence interval (CI): 0.43-0.86, P-value=0.005), fruits and vegetables (0.68, 0.46-0.98, P-value=0.041) and a moderate consumption of yogurts and cottage cheese (0.50, 95% CI: 0.31-0.81, P-value=0.005), other cheeses (0.62, 0.39-0.97, P-value=0.036) and bread (0.57, 0.37-0.89, P-value=0.014). Besides, there was a nonsignificant trend for a higher risk of death associated with highest sodium intakes.
CONCLUSIONS: Consumption of food groups that largely match recommendations is associated with a reduced risk of all-cause death in men. A diet providing moderate amounts of diverse food groups appears associated with the highest life expectancy.

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