Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Vai al contenuto

Nutrition foundation of italy

Ricerca

Compila i campi

Lingua

English

Ti trovi in: Home /Tutte le news

Consumare regolarmente il peperoncino riduce la colesterolemia LDL e aumenta le HDL, diminuendo quindi il rischio cardiovascolare

21-07-2017

Xue Y, He T, Yu K, Zhao A, Zheng W, Zhang Y, Zhu B.
Br J Nutr. 2017 Jul 4:1-10. doi: 10.1017/S000711451700157X. [Epub ahead of print]

Il peperoncino entra nella lista degli alimenti con effetti favorevoli sulla salute cardiovascolare: una ricerca condotta in Cina dimostra che il consumo di peperoncino si associa al miglioramento del rischio cardiovascolare. L’effetto rilevato correla con la frequenza delle assunzioni e/o le quantità utilizzate, sia a crudo e sia in cottura.
Lo studio, che fa parte dela più ampia ricerca China Health and Nutrition Survey, ha infatti rilevato una correlazione inversa tra pasti moderatamente speziati, messi in tavola 3-5 volte a settimana o più, e riduzione della colesterolemia LDL. Inoltre, l’abitudine a includere il peperoncino come ingrediente fresco o cotto ha dimostrato un effetto favorevole anche sulla colesterolemia HDL, che risultava significativamente aumentata.
L’entità della riduzione delle LDL (- 4 mg/dL) è stata pari all’aumento delle HDL (+ 4 mg/dL); di conseguenza, è migliorato anche il rapporto LDL:HDL. Si è osservato anche un aumento della trigliceridemia.
Le variazioni rilevate possono non sembrare consistenti, in assoluto, ma offrono comunque un’indicazione in più per la scelta degli ingredienti da utilizzare in cucina. Del resto, il peperoncino non manca anche nella cucina mediterranea, dove è ben presente, per esempio, in molte ricette (e alimenti) tipiche delle regioni meridionali.
A sostenere l’effetto positivo del peperoncino sul profilo lipidemico sarebbero non solo i capsaicinoidi (molecole responsabili del sapore fortemente piccante), ma anche altre componenti fenoliche, come flavonoidi, quercetina e luteolina, o la riduzione dell’uso di altri condimenti ad azione ipercolesterolemizzante associata al consumo del peperoncino stesso.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Association between spicy food consumption and lipid profiles in adults: a nationwide population-based study.

CVD remains the leading cause of mortality worldwide, with abnormal lipid metabolism as a major risk factor. The aim of this study was to investigate associations between spicy food consumption and serum lipids in Chinese adults. Data were extracted from the 2009 phase of the China Health and Nutrition Survey, consisting of 6774 apparently healthy Chinese adults aged 18-65 years.
The frequency of consumption and degree of pungency of spicy food were self-reported, and regular spicy food consumption was assessed using three consecutive 24-h recalls. Total cholesterol, TAG, LDL-cholesterol and HDL-cholesterol in fasting serum were measured. Multilevel mixed-effects models were constructed to estimate associations between spicy food consumption and serum lipid profiles.
The results showed that the frequency and the average amount of spicy food intake were both inversely associated with LDL-cholesterol and LDL-cholesterol: HDL-cholesterol ratio (all P for trend<0·05) after adjustment for potential confounders and cluster effects. HDL-cholesterol in participants who usually consumed spicy food (≥5 times/week) and who consumed spicy food perceived as moderate in pungency were significantly higher than those who did not (both P<0·01). The frequency and the average amount of spicy food intake and the degree of pungency in spicy food were positively associated with TAG (all P for trend<0·05).
Spicy food consumption was inversely associated with serum cholesterol and positively associated with serum TAG, and additional studies are needed to confirm the findings as well as to elucidate the potential roles of spicy food consumption in lipid metabolism.

Condividi

NFI - Nutrition Foundation of Italy
Viale Tunisia 38, 20124 Milano - info@nutrition-foundation.it
C.F./P.IVA 04062430154 - r.e.a 1510419