Consumo di Crucifere e rischio di tumore

Bosetti C, Filomeno M, Riso P, Polesel J, Levi F, Talamini R, Montella M, Negri E, Franceschi S, La Vecchia C.
Ann Oncol. 2012 Feb 10. [Epub ahead of print]

22-02-2012

I vegetali appartenenti alla famiglia delle Crucifere (che comprende i broccoli, i cavolfiori e i cavoletti di Bruxelles) costituiscono una categoria di alimenti di particolare interesse nella prevenzione dei tumori. Questo effetto protettivo è soprattutto dovuto alla presenza, nelle Crucifere, dei glucosinolati, i cui principali derivati metabolici (gli isotiocianati) hanno dimostrato proprietà anticarcinogeniche in numerosi studi in vitro e in modelli animali. Tali proprietà sono state confermate in alcuni studi epidemiologici, seppur limitatamente ad alcune tipologie di tumore.
Il presente lavoro ha analizzato i risultati di una serie di studi caso-controllo, condotti in Italia e Svizzera tra il 1991 e il 2009, per definire in maniera precisa la possibile associazione tra consumo di Crucifere e rischio di sviluppare una malattia tumorale. Questi studi hanno incluso un totale di 1.468 casi di tumore della faringe e della cavità orale, 505 di tumore all’esofago, 230 dello stomaco, 2.390 del colon-retto, 185 del fegato, 326 del pancreas, 852 della laringe, 3.034 della mammella, 367 dell’endometrio, 1.031 delle ovaie, 1.294 della prostata e 767 del rene, oltre a 11.492 controlli.
Dall’analisi dei risultati emerge che, per consumi di almeno una porzione a settimana di Crucifere comparati con il non consumo o il consumo occasionale, il rischio diminuiva significativamente per i tumori della cavità orale (Odds Ratio, o OR= 0,83), dell’esofago (OR=0,72), del colon-retto (OR=0,83), della mammella (OR=0,83) e del rene (OR=0,68). Anche per le altre tipologie di tumore esaminate si riscontra un OR inferiore all’unità, ma la riduzione non risultava essere significativa.
I risultati di questo lavoro forniscono quindi ulteriori evidenze relative all’effetto protettivo del consumo di Crucifere nei confronti di numerose tipologie di tumore, e sottolineano l’importanza di promuoverne l’utilizzo soprattutto nelle popolazioni caratterizzate da bassi consumi di questi vegetali.

Cruciferous vegetables and cancer risk in a network of case-control studies.

BACKGROUND: Cruciferous vegetables have been suggested to protect against various cancers, though the issue is open to discussion. To further understand their role, we analyzed data from a network of case-control studies conducted in Italy and Switzerland.
PATIENTS AND METHODS: The studies included a total of 1468 cancers of the oral cavity/pharynx, 505 of the esophagus, 230 of the stomach, 2390 of the colorectum, 185 of the liver, 326 of the pancreas, 852 of the larynx, 3034 of the breast, 367 of the endometrium, 1031 of the ovary, 1294 of the prostate, 767 of the kidney, and 11 492 controls. All cancers were incident, histologically confirmed; controls were subjects admitted to the same network of hospitals as cases for a wide spectrum of acute nonneoplastic conditions.
RESULTS: The multivariate odds ratio (OR) for consumption of cruciferous vegetables at least once a week as compared with no/occasional consumption was significantly reduced for cancer of the oral cavity/pharynx (OR = 0.83), esophagus (OR = 0.72), colorectum (OR = 0.83), breast (OR = 0.83), and kidney (OR = 0.68). The OR was below unity, but not significant, for stomach (OR = 0.90), liver (OR = 0.72), pancreatic (OR = 0.90), laryngeal (OR = 0.84), endometrial (OR = 0.93), ovarian (OR = 0.91), and prostate (OR = 0.87) cancer.
CONCLUSION: This large series of studies provides additional evidence of a favorable effect of cruciferous vegetables on several common cancers.

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