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Consumo di alcol e caffè (con o senza caffeina) e rischio di morte cardiaca improvvisa nelle donne in post-menopausa

01-05-2013

Bertoia ML, Triche EW, Michaud DS, Baylin A, Hogan JW, Neuhouser ML, Freiberg MS, Allison MA, Safford MM, Li W, Mossavar-Rahmani Y, Rosal MC, Eaton CB.
Am J Clin Nutr. 2013 Apr 24.

La prevenzione della morte cardiaca improvvisa (sudden cardiac death, SCD) è importante, specie nelle società industrializzate, dove è piuttosto frequente. Gli aspetti della nutrizione e dello stile di vita che possono influenzarne il rischio (come il consumo di alcol e caffè) sono quindi da sempre oggetto di indagini accurate. L’associazione tra un basso o moderato consumo di alcol e un certo grado di protezione dalla morte cardiaca improvvisa è stata più volte dimostrata negli uomini, mentre esiste una sola osservazione di questo tipo nelle donne, benché le donne in post-menopausa siano molto esposte al rischio di morte cardiaca improvvisa. Elevate quantità di alcol, per contro, sono correlate a un aumento del rischio di SCD.
Gli autori di questo studio hanno valutato, nell’ambito del Women’s Helath Inititive (WHI) la possibile correlazione tra il consumo nel tempo di alcol (vino, birra, superalcolici) e di caffeina e il rischio di morte cardiaca improvvisa in oltre 93 mila donne statunitensi (reclutate tra il 1993 e il 1998), seguite fino all’agosto del 2009. Dai dati raccolti è emerso che un consumo basso o moderato di alcol (5,1-15,0 g/die equivalenti ad un drink ogni 1-2 giorni circa) è protettivo nei confronti della SCD, più dell’assenza di consumo e del consumo di 0,1 e 5,1 g/die. L’effetto protettivo (pari ad una riduzione del rischio di circa un terzo) raggiunge la significatività statistica solo se ad essere considerato è il consumo recente di alcol, lasciando supporre che tale effetto sia di durata limitata nel tempo. Il caffè, con o senza caffeina, o il tè, sono risultati invece assolutamente ininfluenti su questo rischio.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Caffeina

    Alcaloide contenuto nei semi del caffè e del cacao e nelle foglie del tè, della cola e del matè; esercita azione eccitante sul cuore e sul sistema nervoso.

Long-term alcohol and caffeine intake and risk of sudden cardiac death in women.

BACKGROUND: Alcohol and caffeine intakes may play a role in the development of sudden cardiac death (SCD) because of their effects on cholesterol, blood pressure, heart rate variability, and inflammation.
OBJECTIVE: Our objective was to examine the association between long-term alcohol and caffeine intakes and risk of SCD in women.
DESIGN: We examined 93,676 postmenopausal women who participated in the Women's Health Initiative Observational Study. Women were enrolled between 1993 and 1998 and were followed until August 2009. Women completed a food-frequency questionnaire at baseline and again at year 3. We modeled exposure to alcohol 3 ways: by using baseline intake only, a cumulative average of baseline and year 3 intake, and the most recent reported intake (a simple time-varying analysis).
RESULTS: Intake of 5-15 g alcohol/d (about one drink) was associated with a nonsignificantly reduced risk of SCD compared with 0.1-5 g/d of baseline intake (HR: 0.64; 95% CI: 0.40, 1.02), of cumulative average intake (HR: 0.69; 95% CI: 0.43, 1.11), and of most recent intake (HR: 0.58; 95% CI: 0.35, 0.96), with adjustment for age, race, income, smoking, body mass index, physical activity, hormone use, and total energy. No association was found between SCD and total caffeine intake (mg/d) or cups of caffeinated coffee, decaffeinated coffee, and caffeinated tea.
CONCLUSIONS: Our results suggest that about one drink per day (or 5.1-15 g/d) may be associated with a reduced risk of SCD in this population; however, this association was only statistically significant for a model using the most recent alcohol intake. Total caffeine, regular coffee, decaffeinated coffee, and regular tea intake were not associated with the risk of SCD.
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