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Consumo di mirtilli e stress ossidativo

11-07-2012

Riso P, Klimis-Zacas D, Del Bo\' C, Martini D, Campolo J, Vendrame S, Møller P, Loft S, De Maria R, Porrini M.
Eur J Nutr. 2012 Jun 26. [Epub ahead of print]

L’effetto protettivo del consumo di mirtilli, e più in generale dei frutti di bosco, sui fenomeni infiammatori, l’accumulo di tessuto adiposo e lo stress ossidativo è ben dimostrato nel modello animale. Al contrario, nell’uomo sono stati condotti ad oggi solo pochi studi d’intervento finalizzati alla valutazione degli effetti funzionali del consumo di mirtilli.
In questo studio sono stati reclutati 18 soggetti ad elevato rischio cardiovascolare, per la presenza di almeno un fattore di rischio cardiovascolare (pre-ipertensione, alti livelli di colesterolo totale, LDL o trigliceridi, bassi livelli di colesterolo HDL, BMI ≥ 25 kg/m2 o fumo di >10 sigarette/die). Questi soggetti sono stati quindi randomizzati a consumare, secondo un disegno sperimentale cross-over, una bevanda a base di mirtillo (preparata a partire da 25 g di polvere liofilizzata di mirtillo contenenti 375 mg di antocianine) o una bevanda di controllo, per 6 settimane, in 2 periodi distinti intervallati da 6 settimane di wash-out. All’inizio e al termine di ogni periodo i soggetti venivano sottoposti a prelievi ematici per valutare i livelli di marker di infiammazione, stress ossidativo e funzione endoteliale.
Dall’analisi dei risultati emerge che il consumo di mirtilli si associa a una riduzione dei livelli di basi del DNA ossidate (dal 12,5 ± 5,6 % al 9,6 ± 3,5 %, rispettivamente, prima e dopo il consumo della bevanda al mirtillo) e di danno al DNA indotto dall’H2O2 (dal 45,8 ± 7,9 % al 37,2 ± 9,1 %), ma non degli altri marker oggetto dello studio.
I risultati di questo lavoro dimostrano pertanto che il consumo regolare di mirtilli è in grado di ridurre lo stress ossidativo in soggetti ad elevato rischio cardiovascolare.

Glossario

  • Ipertensione

    Aumento della pressione arteriosa al di sopra dei valori normali (nell'adulto 80-90 mm Hg di minima e 130-140 mmHg di massima). Può essere di origine secondaria (renale, endocrina, neurologica, ecc.) o primitiva (essenziale).

  • Colesterolo

    Presente nel sangue, costituente essenziale della membrana cellulare, interviene nella formazione degli ormoni sessuali e corticosteroidei e dei sali biliari. Può essere di origine esogena (alimentare) ed endogena (sintesi epatica). Nel sangue il colesterolo è veicolato tramite i trigliceridi e le lipoproteine (HDL e LDL).

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

  • Infiammazione

    Complesso di reazioni che si verificano localmente in risposta ad un agente lesivo. Clinicamente è caratterizzata da 4 sintomi: tumefazione, arrossamento, aumento della temperatura localmente, dolore.

Effect of a wild blueberry (Vaccinium angustifolium) drink intervention on markers of oxidative stress, inflammation and endothelial function in humans with cardiovascular risk factors.

PURPOSE: Wild blueberries (WB) (Vaccinium angustifolium) are rich sources of polyphenols, such as flavonols, phenolic acids and anthocyanins (ACNs), reported to decrease the risk of cardiovascular and degenerative diseases. This study investigated the effect of regular consumption of a WB or a placebo (PL) drink on markers of oxidative stress, inflammation and endothelial function in subjects with risk factors for cardiovascular disease.
METHODS: Eighteen male volunteers (ages 47.8 ± 9.7 years; body mass index 24.8 ± 2.6 kg/m(2)) received according to a cross-over design, a WB (25 g freeze-dried powder, providing 375 mg of ACNs) or a PL drink for 6 weeks, spaced by a 6-week wash-out. Endogenous and oxidatively induced DNA damage in blood mononuclear cells, serum interleukin levels, reactive hyperemia index, nitric oxide, soluble vascular adhesion molecule concentration and other variables were analyzed.
RESULTS: Wild blueberry drink intake significantly reduced the levels of endogenously oxidized DNA bases (from 12.5 ± 5.6 % to 9.6 ± 3.5 %, p ≤ 0.01) and the levels of H(2)O(2)-induced DNA damage (from 45.8 ± 7.9 % to 37.2 ± 9.1 %, p ≤ 0.01), while no effect was found after the PL drink. No significant differences were detected for markers of endothelial function and the other variables under study.
CONCLUSIONS: In conclusion, the consumption of the WB drink for 6 weeks significantly reduced the levels of oxidized DNA bases and increased the resistance to oxidatively induced DNA damage. Future studies should address in greater detail the role of WB in endothelial function.
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