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Dati europei confermano che un elevato consumo di carni trasformate è associato con un aumento della mortalità

20-03-2013

Rohrmann S, Overvad K, Bueno-de-Mesquita HB, Jakobsen MU, Egeberg R, Tjønneland A, Nailler L, Boutron-Ruault MC, Clavel-Chapelon F, Krogh V, Palli D, Panico S, Tumino R, Ricceri F, Bergmann MM, Boeing H, Li K, Kaaks R, Khaw KT, Wareham NJ, Crowe FL, Key
BMC Med. 2013 Mar 7;11:63.

Nonostante le innegabili proprietà nutrizionali (contiene proteine, ferro, zinco e vitamine del gruppo B), la carne rossa, o meglio, il suo consumo elevato, viene spesso associato all’aumento del rischio per malattie croniche (cardiovascolari e tumori), soprattutto sulla base dei risultati di grandi studi prospettici statunitensi.
Nuove informazioni vengono dallo studio EPIC, che ha coinvolto quasi mezzo milione di Europei di 10 paesi, uomini e donne apparentemente sani all’arruolamento, con un’età compresa tra 35 e 69 anni tra il 1999 e il 2000, dei quali sono state valutate le abitudini alimentari (molto variabili a seconda dell’area geografica di residenza) all’inizio dello studio e che sono stati seguiti per circa 10 anni. Al termine del periodo di follow up, i ricercatori hanno rilevato una correlazione a “J” tra i livelli di assunzione di carni lavorate (salumi, salsicce, altri prodotti trasformati e conservati) e la mortalità per tutte le cause, registrando quindi il rischio minore per coloro che ne consumavano quantità da basse a moderate (20 grammi al giorno) e non per i non consumatori. Il rischio saliva poi progressivamente all’aumentare della razione giornaliera di questa tipologia di alimenti, tanto da indurre gli autori a stimare che, nella popolazione allo studio, un consumo inferiore ai 20 grammi al giorno di carni trasformate avrebbe potuto prevenire il 3,3% dei decessi. I risultati dell’EPIC non confermano invece la relazione tra carni rosse e mortalità totale, suggerita dalle osservazioni statunitensi.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Meat consumption and mortality - results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition.

BACKGROUND: Recently, some US cohorts have shown a moderate association between red and processed meat consumption and mortality supporting the results of previous studies among vegetarians. The aim of this study was to examine the association of red meat, processed meat, and poultry consumption with the risk of early death in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC).
METHODS: Included in the analysis were 448,568 men and women without prevalent cancer, stroke, or myocardial infarction, and with complete information on diet, smoking, physical activity and body mass index, who were between 35 and 69 years old at baseline. Cox proportional hazards regression was used to examine the association of meat consumption with all-cause and cause-specific mortality.
RESULTS: As of June 2009, 26,344 deaths were observed. After multivariate adjustment, a high consumption of red meat was related to higher all-cause mortality (hazard ratio (HR) = 1.14, 95% confidence interval (CI) 1.01 to 1.28, 160+ versus 10 to 19.9 g/day), and the association was stronger for processed meat (HR = 1.44, 95% CI 1.24 to 1.66, 160+ versus 10 to 19.9 g/day). After correction for measurement error, higher all-cause mortality remained significant only for processed meat (HR = 1.18, 95% CI 1.11 to 1.25, per 50 g/d). We estimated that 3.3% (95% CI 1.5% to 5.0%) of deaths could be prevented if all participants had a processed meat consumption of less than 20 g/day. Significant associations with processed meat intake were observed for cardiovascular diseases, cancer, and 'other causes of death'. The consumption of poultry was not related to all-cause mortality.
CONCLUSIONS: The results of our analysis support a moderate positive association between processed meat consumption and mortality, in particular due to cardiovascular diseases, but also to cancer

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