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Dieta a ridotto apporto di carboidrati e malattie cardiovascolari

11-07-2012

Lagiou P, Sandin S, Lof M, Trichopoulos D, Adami HO, Weiderpass E.
BMJ. 2012 Jun 26;344:e4026. doi: 10.1136/bmj.e4026.

Molte diete finalizzate al controllo del peso propongono un apporto più o meno drasticamente ridotto di carboidrati, spesso associato ad un aumentato apporto di proteine. Ad oggi, tuttavia, non sono state completamente chiarite le conseguenze di questi stili dietetici sul rischio cardiovascolare a lungo termine.
In questo studio prospettico, il pattern nutrizionale di 43.396 donne svedesi è stato valutato al reclutamento mediante la compilazione di appositi questionari; si è stimato in particolare l’apporto di proteine e carboidrati, ed è stato calcolato un punteggio (“low carbohydrate- high protein”, o LCHP), il cui valore (da 1 a 10) costituiva un indice di quanto la dieta fosse sbilanciata verso i carboidrati (valori più vicini a 1) o verso le proteine (valori prossimi a 10).
Durante un follow-up medio della durata di 15,7 anni sono stati accertati 1.270 eventi cardiovascolari (703 casi di ischemia miocardica, 294 ictus ischemici, 70 ictus emorragici, 121 emorragie subaracnoidee e 82 casi di malattia arteriosa periferica). L’incidenza di eventi vascolari è risultata associata alla composizione abituale della dieta: in particolare, una riduzione del 10% dell’apporto di carboidrati, o un aumento del 10% dell’apporto di proteine, o ancora un aumento di 2 punti nel punteggio LCHP, si associavano ad un aumento del rischio cardiovascolare (rapporto tra tassi di incidenza, o IRR, pari rispettivamente a 1,04, 1,04 e 1,05), indipendentemente dalla tipologia dell’evento cardiovascolare stesso.
Questo lavoro mostra quindi che una dieta povera in carboidrati e a elevato apporto proteico si associa ad un modesto aumento del rischio cardiovascolare. Resta invece ancora da chiarire se fonti proteiche di diversa origine possano influenzare in modo differente tale rischio.

Glossario

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

  • Ischemia

    Notevole diminuzione, fino all'arresto, del flusso di sangue in un territorio dell'organismo. Per lo più deriva da fenomeni che riducono il lume vascolare, quali lesioni della parete, trombosi, embolia, spasmo vascolare, ma può anche derivare da un'insufficiente spinta impressa dal cuore al sangue, per esempio nel caso in cui quest'organo non sia più in grado di contrarsi in maniera adeguata.

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Low carbohydrate-high protein diet and incidence of cardiovascular diseases in Swedish women: prospective cohort study.

OBJECTIVE: To study the long term consequences of low carbohydrate diets, generally characterised by concomitant increases in protein intake, on cardiovascular health.
DESIGN: Prospective cohort study.
SETTING: Uppsala, Sweden.
PARTICIPANTS: From a random population sample, 43 396 Swedish women, aged 30-49 years at baseline, completed an extensive dietary questionnaire and were followed-up for an average of 15.7 years.
MAIN OUTCOME MEASURES: Association of incident cardiovascular diseases (ascertained by linkage with nationwide registries), overall and by diagnostic category, with decreasing carbohydrate intake (in tenths), increasing protein intake (in tenths), and an additive combination of these variables (low carbohydrate-high protein score, from 2 to 20), adjusted for intake of energy, intake of saturated and unsaturated fat, and several non-dietary variables.
RESULTS: A one tenth decrease in carbohydrate intake or increase in protein intake or a 2 unit increase in the low carbohydrate-high protein score were all statistically significantly associated with increasing incidence of cardiovascular disease overall (n=1270)-incidence rate ratio estimates 1.04 (95% confidence interval 1.00 to 1.08), 1.04 (1.02 to 1.06), and 1.05 (1.02 to 1.08). No heterogeneity existed in the association of any of these scores with the five studied cardiovascular outcomes: ischaemic heart disease (n=703), ischaemic stroke (n=294), haemorrhagic stroke (n=70), subarachnoid haemorrhage (n=121), and peripheral arterial disease (n=82).
CONCLUSIONS: Low carbohydrate-high protein diets, used on a regular basis and without consideration of the nature of carbohydrates or the source of proteins, are associated with increased risk of cardiovascular disease.
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