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Diminuire la quota di grassi nella dieta riduce in tre mesi non soltanto la frequenza ma anche la gravità degli attacchi acuti di emicrania

27-01-2015

Ferrara L, Pacioni D, Di Fronzo V, Russo B, Speranza E, Carlino V, Gargiulo F, Ferrara F.
Nut Metab and Cardiov Dis 2015 [Epub ahead of print]

La correlazione tra alimentazione ed emicrania è ben nota: vino rosso e formaggi stagionati sono, per esempio, noti agenti scatenanti degli attacchi acuti. Ma altri fattori sono in gioco, come l’introito eccessivo di calorie e di grassi saturi. I ricercatori dell’Università di Napoli hanno perciò valutato, in pazienti ambosessi affetti da emicrania cronica, quanto un accurato aggiustamento nutrizionale sia in grado di influire sul numero e sulla gravità degli attacchi. I soggetti arruolati nello studio sono stati assegnati a due regimi dietetici simili per valore energetico complessivo, che era ridotto del 20% rispetto a quello della dieta abituale: uno ipolipidico, nel quale i grassi rappresentavano meno del 20% delle calorie totali, e uno normolipidico (con un tenore di grassi compreso tra il 25 e il 30% della quota calorica). In entrambe le diete i grassi erano soprattutto monoinsaturi (tipici dell'olio di oliva). Al termine dei tre mesi di osservazione si sono evidenziati in entrambi i gruppi calo ponderale e riduzione della frequenza e della gravità degli attacchi acuti di emicrania; tale effetto era significativamente più marcato per i pazienti a dieta ipolipidica.
Questi risultati confermano il coinvolgimento della dieta nella frequenza e nella gravità degli attacchi di emicrania e dimostrano l’efficacia della riduzione dell’apporto calorico complessivo, e soprattutto della quota lipidica (ed in particolare dei grassi saturi) nel controllo della sintomatologia.

Glossario

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

  • Grassi saturi

    Grasso solidi a temperatura ambiente. Negli alimenti si trovano combinazioni di acidi grassi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. I saturi si trovano nei latticini ricchi di grassi come formaggio, latte intero, burro, nelle carni, nella pelle e nel grasso di pollo e tacchino, nel lardo, nell’olio di palma e di cocco. Hanno lo stesso apporto calorico degli altri grassi e possono contribuire all’aumento di peso se consumati in eccesso. Una dieta ricca di grassi saturi può anche elevare il tasso di colesterolo nel sangue e quindi il rischio di patologie cardiache.

Low-lipid diet reduces frequency and severity of acute migraine attacks.

Background: There is uncertainty regarding prevention of migraine crises by changing lifestyle of the patients. Aim of this randomized, cross-over intervention trial was to evaluate the effects of a low lipid intake on the incidence and severity of migraine crises, in comparison to a diet with moderate lipid intake.
Methods: After a two-month run-in when patients received preventive medication but were left on their habitual diet, a low-lipid or a normal-lipid diet were randomly prescribed for 3 months and thereafter diets were crossed over for the following 3 months. Diagnosis of headache was based on the IHCD III criteria. Number and severity of attacks were assessed by a self-reported calendar. Adherence to the diet was assessed by a food frequency questionnaire.
Results: Analysis has been performed on the 83 episodic or chronic migraineurs (63 F, 20 M), age range 18-57yrs who completed both intervention periods. Obese subjects had a significantly higher number of attacks than those overweight or with normal body weight (24.7±8, 16.3±12, 15.6±11, respectively, p< 0.03) with a significant relationship between BMI and number of monthly attacks (r=0.238, p< 0.03) . Number (2.9±3.7 vs. 6.8±7.5, p< 0.001) and severity (1.2+0.9 vs. 1.7+0.9, p< 0.01) of attacks significantly decreased during both intervention periods, with a significant difference in favour of the low lipid diet.
Conclusions: In this group of patients low-lipid diet significantly affected number and severity of migraine attacks in comparison to a normal-lipid diet.

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