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Distrazione durante il pasto e assunzione di cibo

22-12-2010

Oldham-Cooper RE, Hardman CA, Nicoll CE, Rogers PJ, Brunstrom JM.
Am J Clin Nutr. 2010 Dec 8. [Epub ahead of print]

Studi recenti hanno dimostrato che la distrazione durante i pasti, ad esempio guardando la televisione o ascoltando della musica, induce ad assumere più rapidamente una maggiore quantità di cibo, probabilmente a causa della ridotta percezione degli stimoli della sazietà. Distogliere l’attenzione dal pasto potrebbe però alterare anche il processo mnemonico che regola l’appetito e l’assunzione di cibo al pasto successivo.
22 volontari sani sono stati invitati a giocare al solitario al computer durante un pasto con caratteristiche definite (per orario, sequenza, tipologia, quantità e tempi di presentazione degli alimenti). Al termine del pasto sono stati valutati l’immediato senso di sazietà e il ricordo del tipo e della sequenza degli alimenti assunti; quindi è stata misurata la quantità di biscotti assunti dopo 30 minuti con un test il cui scopo dichiarato era il confronto dei diversi gusti. Confrontando i risultati con quelli ottenuti da altri 22 soggetti che hanno consumato il pasto senza giocare, è emerso che la distrazione induceva un minore senso di sazietà e un ricordo più impreciso degli alimenti assunti. Inoltre, i soggetti distratti dal gioco hanno assunto inavvertitamente, nel test successivo al pasto, quasi il doppio dei biscotti consumati dai soggetti di controllo.
Queste osservazioni, che confermano che la distrazione (non solo vedere la televisione ma anche giocare al computer) durante un pasto è in grado di influenzare il consumo di cibo nell’arco della giornata sia negli uomini che nelle donne, possono avere particolare rilevanza nella definizione di strategie mirate alla riduzione del rischio di sovrappeso e obesità nella popolazione generale.

Glossario

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

Playing a computer game during lunch affects fullness, memory for lunch, and later snack intake.

BACKGROUND: The presence of distracting stimuli during eating increases the meal size and could thereby contribute to overeating and obesity. However, the effects of within-meal distraction on later food intake are less clear.
OBJECTIVE: We sought to test the hypothesis that distraction inhibits memory encoding for a meal, which, in turn, increases later food intake.
DESIGN: The current study assessed the effects of playing solitaire (a computerized card-sorting game) during a fixed lunch, which was eaten at a fixed rate, on memory for lunch and food intake in a taste test 30 min later. A between-subjects design was used with 44 participants. Participants in the no-distraction group ate the same lunch in the absence of any distracting stimuli.
RESULTS: Distracted individuals were less full after lunch, and they ate significantly more biscuits in the taste test than did nondistracted participants (mean intake: 52.1 compared with 27.1 g; P = 0.017). Furthermore, serial-order memory for the presentation of the 9 lunch items was less accurate in participants who had been distracted during lunch.
CONCLUSIONS: These findings provide further evidence that distraction during one meal has the capacity to influence subsequent eating. They may also help to explain the well-documented association between sedentary screen-time activities and overweight.
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