Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Vai al contenuto

Nutrition foundation of italy

Ricerca

Compila i campi

Lingua

English

Ti trovi in: Home /Tutte le news

Dopo i 70 anni, un consumo abituale e consistente di crucifere, oltre a cipolle, aglio e porri, riduce il rischio di mortalità per patologie aterosclerotiche nelle donne

24-11-2017

Blekkenhorst LC, Bondonno CP, Lewis JR, Devine A, Zhu K, Lim WH, Woodman RJ, Beilin LJ, Prince RL, Hodgson JM
J Am Heart Assoc. 2017 Oct 24;6(10).

Mettere in tavola più crucifere e cipolle, e utilizzare più aglio e porri nelle ricette, è un’abitudine che, da sola, promuoverebbe una riduzione del rischio di mortalità per malattie ischemiche cardiache e per ictus ischemico, nelle donne, anche dopo i 70 anni. E’ quanto emerge da uno studio australiano, che ha seguito per 15 anni un gruppo di 1226 donne, incluse nella ricerca a 70 anni e più, e senza malattie metaboliche o cardiovascolari di origine aterosclerotica all’inizio dello studio.
La rilevazione delle abitudini alimentari all’inizio del periodo di osservazione e dopo 5 e 7 anni, ha permesso di correlare il tasso di mortalità registrato nel tempo con i livelli di assunzione delle diverse categorie di alimenti di origine vegetale e di rilevare un’associazione inversa e statisticamente significativa tra consumo di broccoli, broccoletti, cavoli, cavolfiori, ecc. (crucifere) e cipolla, aglio e porri (agliacee) e riduzione del rischio di mortalità per aterosclerosi, soprattutto dal quinto anno di osservazione in poi. Più specificamente, è stato riscontrato tra le consumatrici abituali di crucifere e agliacee una minor numero di decessi per malattia ischemica cardiaca, mentre la mortalità per patologie ischemiche cerebrali è risultata ridotta tra le donne che consumavano soprattutto agliacee.
L’effetto protettivo massimo è stato associato a 3 porzioni quotidiane (da 75 g ciascuna) o più di vegetali appartenenti alle due categorie: nello specifico, ogni 10 g in più al giorno di broccoli, cavoli e così via, il rischio si riduce del 13%, mentre ogni 5 g in più di cipolle, aglio e porri il rischio diminuisce del 17%. Un effetto statisticamente significativo, valutato considerando tutte le possibili variabili, come età, indice di massa corporea, attività fisica, abitudine al fumo, consumo di alcol, condizioni socioeconomiche e uso di farmaci (antipertensivi, statine, aspirina a basse dosi). Nessuna correlazione significativa è stata riscontrata invece tra mortalità per malattie su base aterosclerotica e le altre categorie di vegetali considerate (a foglie verdi, giallo-arancio, leguminose).
Questi dati, specifici per crucifere e agliacee, aggiungono nuove conferme alla ben nota associazione tra consumo di tutti i vegetali (verdura e frutta) e protezione cardio e cerebrovascolare: da questa stessa indagine emerge infatti una riduzione del rischio di mortalità aterosclerotica cardio e cerebrovascolare del  43%  per le donne dai 70 anni in avanti, che consumavano ogni giorno 3 porzioni di vegetali totali o più (287,5±58,2g).
I benefici del consumo abituale e abbondante di crucifere e agliacee sono probabilmente attribuibili alla maggiore assunzione di composti organosolforati e altri fitocomposti, tipici di questi vegetali e suggeriscono l’opportunità di promuoverne il consumo anche nell’ottica specifica della prevenzione cardiovascolare.

Glossario

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Aterosclerosi

    Patologia delle arterie caratterizzata da depositi di grassi, infiammazione, fibrosi e calcificazione nella parete vascolare. Le placche aterosclerotiche sono le tipiche lesioni di questa patologia.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Cruciferous and Allium Vegetable Intakes are Inversely Associated With 15-Year Atherosclerotic Vascular Disease Deaths in Older Adult Women.

BACKGROUND: Higher vegetable intake is consistently associated with lower atherosclerotic vascular disease (ASVD) events. However, the components responsible and mechanisms involved are uncertain. Nonnutritive phytochemicals may be involved. The objective of this study was to investigate the associations of total vegetable intake and types of vegetables grouped according to phytochemical constituents with ASVD mortality.
METHODS AND RESULTS: The cohort consisted of 1226 Australian women aged 70 years and older without clinical ASVD or diabetes mellitus at baseline (1998). Vegetable intakes were calculated per serving (75 g/d) and were also classified into prespecified types relating to phytochemical constituents. ASVD-related deaths were ascertained from linked mortality data. During 15 years (15 947 person-years) of follow-up, 238 ASVD-related deaths occurred. A 1-serving increment of vegetable intake was associated with a 20% lower hazard of ASVD-related death (multivariable-adjusted hazard ratio, 0.80; 95% confidence interval, 0.69-0.94 [P=0.005]). In multivariable-adjusted models for vegetable types, cruciferous (per 10-g/d increase: hazard ratio, 0.87; 95% confidence interval, 0.81-0.94 [P<0.001]) and allium (per 5-g/d increase: hazard ratio, 0.82; 95% confidence interval, 0.73-0.94 [P=0.003]) vegetables were inversely associated with ASVD-related deaths. The inclusion of other vegetable types, as well as lifestyle and cardiovascular risk factors, did not alter these associations. Yellow/orange/red (P=0.463), leafy green (P=0.063), and legume (P=0.379) vegetables were not significant.
CONCLUSIONS: Consistent with current evidence, higher cruciferous and allium vegetable intakes were associated with a lower risk of ASVD mortality. In addition, cruciferous and allium vegetables are recognized to be a good source of several nonnutritive phytochemicals such as organosulfur compounds.

Condividi

NFI - Nutrition Foundation of Italy
Viale Tunisia 38, 20124 Milano - info@nutrition-foundation.it
C.F./P.IVA 04062430154 - r.e.a 1510419