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E’ maggiore la sopravvivenza tra le donne svedesi che hanno l’abitudine di prendere il sole

27-05-2014

Lindqvist PG, Epstein E, Landin-Olsson M, Ingvar C, Nielsen K, Stenbeck M, Olsson H.
J Intern Med. 2014 Apr 4. doi: 10.1111/joim.12251. [Epub ahead of print]

Nell’ambito dello studio MISS (Melanoma in Southern Sweden) più di 29.000 donne, di età compresa tra 25 e 64, anni sono state seguite a partire dagli anni ’90 per un periodo di osservazione medio di 20 anni. La popolazione studiata è stata quindi suddivisa in 3 gruppi sulla base dell'esposizione ai raggi solari (in estate, in inverno e in generale durante le vacanze), definita come nulla, moderata, o più intensa. Gli autori hanno osservato che la mortalità per tutte le cause, che è risultata correlata in modo negativo e dose-dipendente con l’abitudine a prendere il sole, era raddoppiata nella popolazione di donne che non si esponevano al sole rispetto a quella di coloro che si esponevano maggiormente.
Gli autori sottolineano come questa osservazione non metta in discussione la relazione tra raggi ultravioletti e rischio di tumori della pelle.  Piuttosto, i risultati di questo studio suggeriscono che, soprattutto per chi vive in Paesi meno soleggiati, possa valere l’indicazione a moderare l’esposizione ai raggi del sole, evitando comunque le ore più calde e le scottature, piuttosto che ad eliminarla completamente.  L’organismo, infatti, ha bisogno della luce solare per la sintesi della vitamina D, alla quale vengono attribuiti diversi effetti protettivi, nei confronti di altri tipi di tumori, ma anche delle malattie cardiovascolari. Va aggiunto poi che tra le Svedesi fedelissime all’abbronzatura era più alta la percentuale di donne fisicamente attive e normopeso e che i dati disponibili non permettono di discriminare i benefici dell’esposizione solare da quelli legati allo stile di vita sano nel suo complesso.

Avoidance of sun exposure is a risk factor for all-cause mortality: results from the Melanoma in Southern Sweden cohort.

BACKGROUND: Sunlight exposure and fair skin are major determinants of human vitamin D production, but they are also risk factors for cutaneous malignant melanoma (MM). There is epidemiological evidence that all-cause mortality is related to low vitamin D levels.
METHODS: We assessed the avoidance of sun exposure as a risk factor for all-cause mortality for 29 518 Swedish women in a prospective 20-year follow-up of the Melanoma in Southern Sweden (MISS) cohort. Women were recruited from 1990 to 1992 and were aged 25 to 64 years at the start of the study. We obtained detailed information at baseline on their sun exposure habits and potential confounders. Multivariable flexible parametric survival analysis was applied to the data.
RESULTS: There were 2545 deaths amongst the 29 518 women who responded to the initial questionnaire. We found that all-cause mortality was inversely related to sun exposure habits. The mortality rate amongst avoiders of sun exposure was approximately twofold higher compared with the highest sun exposure group, resulting in excess mortality with a population attributable risk of 3%.
CONCLUSION: The results of this study provide observational evidence that avoiding sun exposure is a risk factor for all-cause mortality. Following sun exposure advice that is very restrictive in countries with low solar intensity might in fact be harmful to women's health.

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