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Ecco quali sono in Europa le barriere che ostacolano, specie tra le persone più giovani e le donne, un corretto approccio alle scelte alimentari

05-05-2017

Pinho MGM, Mackenbach JD, Charreire H, Oppert J-M, Bárdos H, Glonti K, Rutter H, Compernolle S, De Bourdeaudhuij I, Beulens JWJ, Brug J, Lakerveld J.
Eur J Nutr 2017 Apr 26; doi:10.1007/s00394-017-1458-3 [e-pub ahead of print]

Mantenere costante nel tempo un corretto approccio alimentare, basato sul consumo preferenziale di frutta e verdura, con un apporto limitato di grassi (soprattutto saturi) e zuccheri non è semplice. Neppure in Europa, dove la disponibilità di modelli alimentari sani e variati nella proposta dei cibi è presente da Nord (Nordic Diet) a Sud (Dieta Mediterranea). Lo dimostra questa ricerca, condotta in cinque grandi aree urbane di Belgio, Francia, Olanda, Gran Bretagna e Ungheria, che ha interrogato in totale 5.900 uomini e donne dai 18 anni in poi (età media 52 anni). Il 45,7% di loro era sovrappeso o obeso; l’80,6% ha dichiarato di consumare regolarmente la prima colazione, mentre il 37,8% di includere almeno due porzioni di pesce a settimana nella dieta.
A tutti è stato chiesto di indicare quale, tra otto situazioni presentate loro, fosse percepita come una barriera reale alla scelta/consumo di comportamenti/alimenti sani. L’ostacolo più citato è stato “mancanza di volontà”, che riduce drasticamente la probabilità di cucinare a casa cibi con azione protettiva (-52%), di consumare frutta e verdura (-43% e -53%), oppure pesce (-33%). Seguivano la mancanza di tempo (per orari di lavoro non regolari), il costo degli alimenti più “salutari”, la non corrispondenza tra il gusto del cibo salutare e i gusti personali. Parallelamente, chi dichiarava “poco allettanti” gli alimenti sani, oppure lamentava giornate troppo piene di impegni e/o poca volontà, sceglieva il fast food due volte più degli altri. Va sottolineato che l’abitare in aree urbane non facilita, secondo quanto dichiarato, il consumo dei pasti in casa né la scelta di includere nel pasto verdura e frutta. In Francia, Olanda e Gran Bretagna prevale la poca volontà, in Belgio si lamentano le giornate troppo impegnate, mentre in Ungheria è ancora il costo eccessivo di verdura, frutta e pesce il maggiore ostacolo dichiarato.
In generale, sono i più giovani e le donne a opporre ostacoli alla scelta alimentare più corretta, lamentando prima di tutto “poca forza di volontà”, seguita da “mancanza di tempo” e da “gusti personali”, che portano a scegliere alimenti diversi da quelli che compongono un’alimentazione salutare.

Glossario

  • Dieta mediterranea

    Regime alimentare a base di cereali integrali, legumi, ortaggi, frutta, olio d'oliva.

  • Obeso

    Aumento del peso corporeo di oltre il 20% di quello ideale. Indice di massa corporea (BMI) superiore o uguale a 30.

Exploring the relationship between perceived barriers to healthy eating and dietary behaviours in European adults

PURPOSE: Dietary behaviours may be influenced by perceptions of barriers to healthy eating. Using data from a large cross-European study (N = 5900), we explored associations between various perceived barriers to healthy eating and dietary behaviours among adults from urban regions in five European countries and examined whether associations differed across regions and socio-demographic backgrounds.
METHODS: Frequency of consumption of fruit, vegetables, fish, fast food, sugar-sweetened beverages, sweets, breakfast and home-cooked meals were split by the median into higher and lower consumption. We tested associations between barriers (irregular working hours; giving up preferred foods; busy lifestyle; lack of willpower; price of healthy food; taste preferences of family and friends; lack of healthy options and unappealing foods) and dietary variables using multilevel logistic regression models. We explored whether associations differed by age, sex, education, urban region, weight status, household composition or employment.
RESULTS: Respondents who perceived any barrier were less likely to report higher consumption of healthier foods and more likely to report higher consumption of fast food. ‘Lack of willpower’, ‘time constraints’ and ‘taste preferences’ were most consistently associated with consumption. For example, those perceiving lack of willpower ate less fruit [odds ratio (OR) 0.57; 95% confidence interval (CI) 0.50–0.64], and those with a busy lifestyle ate less vegetables (OR 0.54; 95% CI 0.47–0.62). Many associations differed in size, but not in direction, by region, sex, age and household composition.
CONCLUSION:  Perceived ‘lack of willpower’, ‘time constraints’ and ‘taste preferences’ were barriers most strongly related to dietary behaviours, but the association between various barriers and lower intake of fruit and vegetables was somewhat more pronounced among younger participants and women.

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