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22-03-2019 Un’alimentazione di qualità decrescente dopo i 50 anni non si assocerebbe a un maggior rischio di demenza, ma potrebbe rappresentarne un segnale preclinico

Un’alimentazione qualitativamente scadente dopo i 50 anni non si assocerebbe all’aumento del rischio di demenza negli anni successivi, ma potrebbe essere invece, insieme ad altri, un segnale di declino cognitivo ancora in una fase preclinica

22-03-2019 Un nuovo studio mette in discussione il rapporto tra eccessiva assunzione di uova e di colesterolo e rischio cardiovascolare e di mortalità per tutte le cause

Nuove analisi ripropongono l’associazione tra assunzione di colesterolo in eccesso e rischio cardiovascolare (e di mortalità per tutte le cause), recentemente negata da molti studi; il contenuto di colesterolo nelle uova suggerirebbe quindi di limitarne il consumo

22-03-2019 Tra gli adolescenti che consumano i pasti da soli aumenta il rischio di assumere una dieta scorretta e di sovrappeso e cala in parallelo la percezione di supporto familiare

Gli adolescenti (12-17 anni) che consumano il pasto da soli sono più esposti al rischio di sovrappeso e obesità e di scelte alimentari scorrette, in parallelo con una minore percezione di poter contare sul supporto familiare nella gestione del cibo

08-03-2019 Il consumo frequente di soia e di alimenti a base di soia si associa, nel tempo, a una minore probabilità di soffrire di disturbi vasomotori

Il consumo frequente di semi di soia, o di alimenti con una buona concentrazione di isoflavoni di soia, si associa a una minore probabilità di soffrire, nel tempo, di disturbi vasomotori post-menopausali, ma non riduce la frequenza o l’intensità dei disturbi tra le donne che li assumono

08-03-2019 I marcatori di infiammazione e di varie alterazione metaboliche sono più bassi nel sangue dei consumatori abituali di caffè

I livelli ematici più bassi di molecole che segnalano uno stato infiammatorio negli uomini e nelle donne che consumano caffè (con e senza caffeina), possono contribuire a chiarire l’associazione tra consumo regolare della bevanda e minor rischio di malattie cardiometaboliche

08-03-2019 Lo studio dell’associazione tra consumo di cioccolato e riduzione del rischio di malattia coronarica e ictus necessita di studi che distinguano il tipo di cioccolato assunto

La revisione sistematica di 27 studi che hanno valutato l’associazione tra livelli di assunzione di cioccolato e salute ha messo in luce una modesta riduzione del rischio di malattia coronarica e di ictus, ma sono necessari ulteriori studi che distinguano il tipo di cioccolato assunto

22-02-2019 La preferenza per alimenti dal gusto grasso e salato, ma non dolce, è associata ad aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2

La preferenza per gli alimenti in cui sono compresenti il gusto grasso e quello salato si associa con un aumento del rischio di malattie croniche non trasmissibili: diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Il gusto dolce non svolgerebbe invece un effetto di rilievo

22-02-2019 L’adesione al modello alimentare mediterraneo riduce il rischio di mortalità cardio e cerebrovascolare correlata all’esposizione agli inquinanti atmosferici

Un modello alimentare mediterraneo diminuisce l’impatto sull’apparato cardio e cerebrovascolare dell’esposizione a lungo termine agli inquinanti atmosferici (PM2,5 e biossido d’azoto), riducendo il rischio di mortalità correlato

22-02-2019 L’assunzione di flavonoidi da tè e mele con la dieta si associa a un minor rischio di mortalità totale nell’anziano

L’assunzione moderata o elevata di flavonoidi alimentari ha un effetto protettivo nei confronti della mortalità totale, soprattutto in soggetti con almeno un fattore di rischio: abitudine al fumo, alcol-dipendenza, obesità, sedentarietà

08-02-2019 Abitudine alla prima colazione e calo ponderale: dalla metanalisi di 13 studi nessuna modifica alle certezze di fondo

L’analisi recente di 13 studi di intervento controllati sembrerebbe negare il contributo del primo pasto della giornata alla riduzione del peso corporeo, ma gli Autori stessi suggeriscono cautela nell’interpretazione dei dati, che non risultano conclusivi

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