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Il consumo di cereali integrali da parte della popolazione italiana, pediatrica e adulta, è limitato, nonostante i ben noti benefici a lungo termine per la salute associati a un consumo regolare. Sarebbero utili campagne pubbliche di informazione.

A differenza dell’attività fisica reale, l’esercizio associato a un videogame attivo non riduce, negli adolescenti maschi normopeso, l’introito calorico al pasto successivo.

Tutta la frutta secca con guscio esercita un effetto positivo sui principali parametri lipidici: colesterolemia totale, LDL, HDL, trigliceridemia, livelli di apolipoproteina B. Il fattore determinante non è il tipo di frutto, ma il consumo di almeno una porzione al giorno.

Fino a 5 tazze al giorno di caffè, con o senza caffeina, si associano a ridotta mortalità totale. Oltre le 5 tazze, l’associazione resta per i non fumatori. È quanto emerge da Nurses’ Health Studies e Health Professionals’ Follow-up Study.

I prebiotici facilitano la crescita selettiva di ceppi batterici presenti nel microbiota (la flora batterica intestinale) e ne condizionano quindi le attività positive. Un consumo regolare di prebiotici favorirebbe anche il controllo ponderale di soggetti inizialmente normopeso.

Frutta e verdura consumate quotidianamente tra i 18 e i 30 anni proteggono le coronarie nel tempo, riducendo la calcificazione delle pareti arteriose, marker di aterosclerosi.

Lo sviluppo di atrofia cerebrale progressiva correlato all’età risulta ridotto in 80enni che hanno seguito e seguono un’alimentazione riconducibile alla dieta mediterranea.

Il consumo abituale di latte e yogurt interi e di latticini derivati dal latte intero (ma non di latte scremato) sembra proteggere dal rischio di sindrome metabolica.

Nella popolazione generale emerge una diretta associazione protettiva tra intensità dell’attività fisica e progressiva riduzione del rischio di scompenso cardiaco.

Secondo i dati del Framingham Offspring Study (condotto sui figli della popolazione coinvolta nel primo Framingham Study), una dieta bilanciata che comprenda il consumo regolare di latte e latticini e soprattutto di yogurt migliora il controllo pressorio e riduce il rischio di ipertensione.

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