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Secondo questo studio, condotto su 20.702 Cinesi ipertesi, ma senza storia di ictus o infarto miocardico, associare alla terapia antipertensiva con enalapril la supplementazione di acido folico alla dose di 800 microgrammi al dì riduce il rischio di ictus e di eventi cardiovascolari combinati.

L’assunzione di frutta, ricca di monosaccaridi (fruttosio, glucosio), senza un’adeguata igiene orale immediata e successiva, espone i vegetariani stretti a maggior rischio di carie ed erosione dentale. Una certa protezione viene fornita dall’applicazione locale di fluoro.

La maggiore assunzione di omega-3 si associa con un ridotto rischio di fratture da osteoporosi negli uomini che consumano i polinsaturi a partire dai 65 anni. Nelle donne la riduzione non è significativa e si manifesta solo se il consumo è iniziato attorno ai 50 anni.

In uno studio condotto in Gran Bretagna, emerge che non è l’assunzione di specifici macronutrienti, ma quello delle calorie totali, nella fascia d’età 3-13 anni, a determinare il maggior rischio di sviluppare una steatosi epatica non alcolica attorno ai 18 anni.

Utilizzare l’olio canola, neutro o insaporito, o l’olio di noci, permette una maggiore adesione alla dieta mediterranea anche in una popolazione Nordeuropea (Germania) sovrappeso o obesa e porta a risultati significativi di controllo ponderale e metabolico.

Nuovi dati del Women’s Health Initiative Study, condotto in donne in post-menopausa, mettono in luce l’associazione lineare tra consumo di pesce, ricco di omega-3 a lunga catena, e riduzione del rischio di tumore dell’endometrio, nelle sole donne normopeso.

Aumento dei valori pressori e sovrappeso e obesità sono presenti anche nella popolazione pediatrica italiana (6-17 anni), ma con una ben caratterizzata distribuzione geografica: al Centro-Nord prevalgono pre-ipertensione e ipertensione, al Sud sovrappeso e obesità.

Il Million Women Study ha coinvolto in UK donne di 50-64 anni, seguendole per 9 anni. Ne è emerso che la miglior protezione dal rischio di malattie ed eventi cardiovascolari deriva dall’esercizio fisico moderato (2-3 volte alla settimana), costante e non troppo faticoso.

Includere nella dieta di soggetti diabetici di tipo 2 il consumo di 2 uova al dì per 6 giorni alla settimana, ha migliorato in tre mesi la qualità complessiva dell’alimentazione e ha promosso il senso di sazietà dopo il pasto, senza alterare lipidemia e glicemia.

Nella sindrome metabolica ridurre il peso è fondamentale. Per alcuni pazienti, il solo incremento dei livelli di assunzione di fibre (> 30 g/die) si dimostra un intervento minimo, ma più accettato ed efficace, rispetto a interventi complessi, difficili da seguire.

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