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27-05-2015 La sana alimentazione si conferma fattore decisivo nel ridurre il rischio di declino cognitivo, anche in chi soffre di malattie cardiovascolari o diabete

Per ridurre il rischio di declino cognitivo, anche in soggetti che soffrono di malattie cardio o cerebrovascolari, o di diabete di tipo 2, sembra decisivo migliorare la qualità dell’alimentazione. Lo confermano 5 anni di follow-up su uomini e donne di 55 anni e più.

27-05-2015 La velocità di digestione degli amidi determina, insieme alla presenza di grassi e fibre, la variabilità della risposta glicemica post-prandiale ai cereali

La risposta glicemica successiva al consumo di prodotti da forno, confezionati con cereali diversi, si conferma dipendente dalla digeribilità (veloce o lenta) degli amidi caratteristici di quel cereale, oltre che dal contenuto in grassi e fibre del prodotto finale.

27-05-2015 Nella sindrome dell’intestino irritabile i sintomi sono ridotti dalla dieta a bassa fermentabilità, povera di mono-, di- e oligosaccaridi e di polioli

Nelle malattie intestinali (irritative o infiammatorie), un’alimentazione a bassa fermentabilità, in cui vengono ridotti oligo-, di- e mono-saccaridi e polioli (FODMAP), riduce i sintomi funzionali e allevia il disagio dei pazienti.

21-05-2015 L’assunzione con la dieta di magnesio e potassio riduce il rischio di ictus nella donna, secondo i dati del Nurses’ Study

L’assunzione di alimenti contenenti magnesio e potassio (ma non calcio) è inversamente associata con il rischio di ictus, secondo due ampi studi statunitensi. Un apporto elevato di tutti e tre i minerali si associa ad una riduzione del rischio del 18%.

21-05-2015 Nei diabetici di tipo 2, un modesto sovrappeso si associa ad una riduzione della mortalità totale. La prognosi peggiore è per i sottopeso

Nel diabete di tipo 2 si osserverebbe una correlazione a “J” tra peso (BMI) e mortalità per tutte le cause: il sovrappeso si associa ad una ridotta mortalità totale, mentre la magrezza è correlata alla prognosi peggiore.

21-05-2015 La supplementazione con livelli elevati di omega-3 migliora nei ciclisti agonisti sia la risposta adattativa allo sforzo sia la performance complessiva

Uno studio su ciclisti professionisti, che praticano gare su strada, dimostra che 1,3 g di PUFA n-3 o omega-3 per due volte al giorno, aggiunti alla dieta, migliorano la funzionalità dell’endotelio vascolare, ma anche la captazione massimale di ossigeno.

30-04-2015 Scegliere frutta e verdura secondo la regola dei 5 colori offre benefici sia per il controllo ponderale, sia per il profilo lipidico

La varietà aumenta le ricadute positive dell’assunzione regolare di frutta e verdura. Seguendo la regola dei 5 colori, vegetali rossi e viola concorrono al controllo del peso e del grasso addominale, mentre gialli, verdi e bianchi favoriscono il riequilibrio dei parametri lipidici plasmatici.

30-04-2015 Alimentarsi correttamente prima dei 50 anni rallenta l’invecchiamento biologico segnalato dalla lunghezza dei telomeri dei globuli bianchi

La lunghezza dei telomeri (che proteggono il DNA cellulare dallo stress ossidativo e infiammatorio), è un indicatore di invecchiamento biologico. Una corretta nutrizione prima dei 50 anni preserva i telomeri nelle età successive, documentando un rallentamento dell'invecchiamento stesso.

30-04-2015 I livelli circolanti di carotenoidi correlano con la riduzione del rischio di tumore mammario nel Nurses' Health Study

20 anni di osservazioni su oltre 18mila donne hanno messo in luce che livelli ematici più elevati di carotenoidi (in particolare alfa e beta carotene e in misura minore licopene) sono associati alla riduzione fino al 28% del rischio di tumore mammario, soprattutto di tipo più aggressivo.

15-04-2015 Il consumo abituale di caffè si associa a una ridotta mortalità cardiaca, cerebrovascolare, respiratoria e totale in una popolazione adulta e anziana sana

Uno studio su oltre 80 mila Giapponesi sani, di età compresa tra 40 e 69 anni e seguiti per oltre 18 anni, ha messo in luce un’associazione inversa tra consumo abituale di caffè e mortalità totale, per cause cardiache, cerebrovascolari e respiratorie.

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