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Seguire una dieta che non privilegia alcun cibo, ma che prevede l’assunzione equilibrata di tutti i nutrienti, si dimostra efficace nei confronti del fitness cardiorespiratorio, valutato come resistenza alla camminata su tapis roulant.

Dopo 7 anni di follow-up su 2582 soggetti si conferma l’efficacia del magnesio (assunto con la dieta o mediante supplementazione) nella riduzione del rischio di pre-diabete e di diabete di tipo 2.

Il consumo di mandorle, per 4 settimane, modula la risposta glicemica post-prandiale, incrementa significativamente l’apporto di acidi grassi monoinsaturi e di alfa-tocoferolo e riduce l’appetito. Questo effetto è più marcato se le mandorle vengono consumate come spezzafame al pomeriggio.

In pazienti sovrappeso e obesi affetti da gonartrosi, i sintomi e gli indici clinici di flogosi vengono alleviati dall’associazione tra dieta e attività fisica più efficacemente rispetto al solo regime alimentare controllato o al solo esercizio.

In un gruppo di uomini e donne ultra 65enni e fragili, una supplementazione proteica per 24 settimane migliora il tempo di reazione, ma non influisce positivamente su altri parametri di funzionalità cognitiva

La sensazione di piacere indotta da liquidi freddi, ghiaccioli e gelati è mediata dai recettori del freddo presenti nella bocca, che inducono un senso di soppressione della sete che addirittura precede l’effettiva ingestione del liquido ed il suo assorbimento

In una popolazione di anziani (65enni e oltre), seguita per 11 anni, si è dimostrato che seguire con costanza la dieta mediterranea, oppure una dieta DASH (la dieta ottimale per il paziente iperteso) rallenta significativamente il declino cognitivo.

Il confronto per 24 mesi di due diete ipocaloriche (1300 Kcal/die), una normoproteica, l’altra iperproteica, ha dimostrato che un maggior apporto proteico è privo di ricadute negative sulla massa ossea

Le reazioni di rifiuto e disgusto per gli alimenti meno dolci (quindi meno palatabili) risultano più marcate tra gli adulti con un più elevato indice di massa corporea

I vegetariani, che escludono dalla dieta qualunque alimento di origine animale (latticini, uova, carni e pesce), mostrano un indice di massa corporea (BMI) inferiore rispetto a chi segue ogni altro profilo alimentare

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