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Essere normopeso risulta, in entrambi i sessi, condizione favorevole per contrastare il rischio di mortalità, sia totale sia per cause specifiche

15-12-2016

Veronese N, Li Y, Manson JE, Willett WC, Fontana L, Hu FB.
BMJ. 2016 Nov 24;355:i5855. doi: 10.1136/bmj.i5855.

Oltre 74 mila donne e oltre 39 mila uomini seguiti per 32 anni: si tratta del Nurses’ Health Study I e II e dello Health Professionals Follow-up Study. Da questi lunghi e accurati monitoraggi di popolazione, condotti dagli anni ’80 del secolo scorso al 2012, emergono nuovi dati su un tema che, di recente, ha suscitato molta attenzione. Alcuni studi, infatti, hanno ipotizzato la possibile associazione tra moderato sovrappeso e maggiore sopravvivenza (o, se si preferisce, riduzione del rischio di mortalità).
Questa recentissima revisione delle due ricerche statunitensi, invece, suggerisce nuovamente che il mantenimento nel tempo di un peso nella norma è la prima condizione determinata da uno stile di vita corretto da rispettare, per allontanare nel tempo il rischio di mortalità, sia per tutte le cause, sia per cause specifiche.
Gli autori della ricerca hanno osservato che, negli studi che avevano ipotizzato l’associazione tra sovrappeso e maggiore sopravvivenza, infatti, chi era più magro risultava più di frequente fumatore, o consumatore di diete inadeguate (per carenza di nutrienti o di calorie), o portatore di altri fattori in grado di aumentare il rischio di mortalità.
Da quest’ultima analisi dei dati del Nurses’ Health Study I e II e dello Health Professionals Follow-up Study esce invece la conferma dell’associazione tra peso nella parte inferiore del range di valori nella norma (BMI tra 18,5 e 22,4 Kg/m2) e miglior salute metabolica; inoltre emerge una riduzione progressiva del rischio di diabete di tipo 2, di malattie cardiovascolari e oncologiche e di mortalità totale, man mano che si affiancano altri stili di vita virtuosi: alimentazione variata e completa per apporto di nutrienti essenziali, attività fisica costante e moderata, consumo moderato di alcol, astensione dal fumo. Va peraltro osservato che, nella maggior parte dei gruppi esaminati, l’aumento del rischio associato a un BMI nella fascia alta di normalità (22,5-24,9) o al sovrappeso (25,0-29,9) è modesto.
I dati dei due studi citati mettono comunque in luce che chi ha qualche/troppi chili in più può ridurre il proprio rischio rispettando i canoni dello stile di vita corretto. 

Glossario

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

Combined associations of body weight and lifestyle factors with all cause and cause specific mortality in men and women: prospective cohort study.

OBJECTIVE: To evaluate the combined associations of diet, physical activity, moderate alcohol consumption, and smoking with body weight on risk of all cause and cause specific mortality.
DESIGN: Longitudinal study with up to 32 years of follow-up.
SETTING: Nurses' Health Study (1980-2012) and Health Professionals Follow-up Study (1986-2012).
PARTICIPANTS: 74 .582 women from the Nurses' Health Study and 39 .284 men from the Health Professionals Follow-up Study who were free from cardiovascular disease and cancer at baseline.
MAIN OUTCOME MEASURES: Exposures included body mass index (BMI), score on the alternate healthy eating index, level of physical activity, smoking habits, and alcohol drinking while outcome was mortality (all cause, cardiovascular, cancer). Cox proportional hazard models were used to calculate the adjusted hazard ratios of all cause, cancer, and cardiovascular mortality with their 95% confidence intervals across categories of BMI, with 22.5-24.9 as the reference.
RESULTS: During up to 32 years of follow-up, there were 30. 013 deaths (including 10 .808 from cancer and 7.189 from cardiovascular disease). In each of the four categories of BMI studied (18.5-22.4, 22.5-24.9, 25-29.9, ≥30), people with one or more healthy lifestyle factors had a significantly lower risk of total, cardiovascular, and cancer mortality than individuals with no low risk lifestyle factors. A combination of at least three low risk lifestyle factors and BMI between 18.5-22.4 was associated with the lowest risk of all cause (hazard ratio 0.39, 95% confidence interval 0.35 to 0.43), cancer (0.40, 0.34 to 0.47), and cardiovascular (0.37, 0.29 to 0.46) mortality, compared with those with BMI between 22.5-24.9 and none of the four low risk lifestyle factors.
CONCLUSION: Although people with a higher BMI can have lower risk of premature mortality if they also have at least one low risk lifestyle factor, the lowest risk of premature mortality is in people in the 18.5-22.4 BMI range with high score on the alternate healthy eating index, high level of physical activity, moderate alcohol drinking, and who do not smoke. It is important to consider diet and lifestyle factors in the evaluation of the association between BMI and mortality.

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