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Fare regolarmente colazione migliora il controllo di appetito e sazietà in adolescenti obese o sovrappeso abituate a saltare questo pasto

20-03-2013

Leidy HJ, Ortinau LC, Douglas SM, Hoertel HA.
Am J Clin Nutr. 2013 Feb 27

E’ ormai noto come l’abitudine a saltare la prima colazione, piuttosto diffusa anche tra i più giovani, sia fortemente associata all’aumento della prevalenza di sovrappeso e obesità. Infatti il consumo regolare del primo pasto della giornata non solo garantisce l’energia necessaria ad affrontare la mattinata dopo il digiuno notturno, ma contribuisce alla qualità nutrizionale della dieta e a regolare l’intake calorico giornaliero.
In questo studio, condotto negli Stati Uniti su adolescenti sovrappeso e obese, abituate a saltare la prima colazione e a consumare snack durante tutta la giornata (e soprattutto in ore notturne), sono stati confrontati gli effetti del non fare colazione e del consumo di una prima colazione da 350 kcal per una settimana, su appetito, sazietà e ormoni correlati, sull’apporto calorico complessivo nell’arco dell’ultima giornata e sull’assunzione di snack dopo cena.
Fare colazione ha comportato la riduzione del senso di fame (e dell’ormone relativo grelina) e del desiderio di cibo, insieme all’aumento della sazietà (e dell’ormone PYY), non solo durante la mattinata, ma anche dopo il pranzo, standardizzato e simile per tutte le fasi dietetiche. Inoltre, grazie all’applicazione della risonanza magnetica funzionale, gli autori hanno potuto osservare che, in assenza della prima colazione, il controllo cerebrale della motivazione ad alimentarsi era ridotto all’ora di cena, e si associava all’aumento del consumo di snack nelle ore successive che, d’altra parte era più contenuto quando la colazione era più ricca di proteine piuttosto che di carboidrati.
Secondo questi risultati fare colazione rappresenta quindi una strategia valida per aumentare la sazietà, ridurre il desiderio di cibo e migliorare la qualità della dieta, contribuendo al controllo del peso e alla sua progressiva diminuzione in adolescenti sovrappeso o obese.

Glossario

  • Prevalenza

    La percentuale dei soggetti della popolazione che ha una certa condizione in un dato momento. Dire che la prevalenza della malattia diabetica è del 5% significa che, nella popolazione in esame, al momento del rilievo, 5 soggetti su 100 sono diabetici. Da non confondere con "incidenza"(vedi).

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Beneficial effects of a higher-protein breakfast on the appetitive, hormonal, and neural signals controlling energy intake regulation in overweight/obese, "breakfast-skipping," late-adolescent girls.

Background: Breakfast skipping is a common dietary habit practiced among adolescents and is strongly associated with obesity.Objective: The objective was to examine whether a high-protein (HP) compared with a normal-protein (NP) breakfast leads to daily improvements in appetite, satiety, food motivation and reward, and evening snacking in overweight or obese breakfast-skipping girls.
Design: A randomized crossover design was incorporated in which 20 girls [mean ± SEM age: 19 ± 1 y; BMI (in kg/m2): 28.6 ± 0.7] consumed 350-kcal NP (13 g protein) cereal-based breakfasts, consumed 350-kcal HP egg- and beef-rich (35 g protein) breakfasts, or continued breakfast skipping (BS) for 6 d. On day 7, a 10-h testing day was completed that included appetite and satiety questionnaires, blood sampling, predinner food cue-stimulated fMRI brain scans, ad libitum dinner, and evening snacking.
Results: The consumption of breakfast reduced daily hunger compared with BS with no differences between meals. Breakfast increased daily fullness compared with BS, with the HP breakfast eliciting greater increases than did the NP breakfast. HP, but not NP, reduced daily ghrelin and increased daily peptide YY concentrations compared with BS. Both meals reduced predinner amygdala, hippocampal, and midfrontal corticolimbic activation compared with BS. HP led to additional reductions in hippocampal and parahippocampal activation compared with NP. HP, but not NP, reduced evening snacking of high-fat foods compared with BS.
Conclusions: Breakfast led to beneficial alterations in the appetitive, hormonal, and neural signals that control food intake regulation. Only the HP breakfast led to further alterations in these signals and reduced evening snacking compared with BS, although no differences in daily energy intake were observed. These data suggest that the addition of breakfast, particularly one rich in protein, might be a useful strategy to improve satiety, reduce food motivation and reward, and improve diet quality in overweight or obese teenage girls.
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