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Fitoestrogeni e densità ossea

18-05-2011

Kuhnle G, Ward HA, Vogiatzoglou A, Luben RN, Mulligan A, Wareham N, Forouhi NG, Khaw KT.
Br J Nutr. 2011 May 17. [Epub ahead of print]

L’associazione tra i livelli di assunzione di fitoestrogeni con la dieta e la riduzione del rischio di osteoporosi nelle popolazioni che assumono diete che ne sono particolarmente ricche, è stata attribuita alla somiglianza di questi composti - sia in termini strutturali che funzionali- all’estradiolo, l’ormone sessuale femminile. Tuttavia i risultati degli studi osservazionali e di intervento condotti allo scopo di valutare la relazione tra dieta, fitoestrogeni e densità ossea sono discordi.
In questo studio l’apporto di fitoestrogeni con gli alimenti è stato rilevato in 7553 soggetti (2580 donne e 4973 uomini) appartenenti alla coorte EPIC (European Prospective Investigation into Cancer )-Norfolk, attraverso la compilazione di un diario alimentare settimanale. Dalla scomposizione delle diete grazie all’utilizzo di un innovativo database di composizione degli alimenti è emerso che i livelli di assunzione medi di fitoestrogeni totali erano pari a 876 µg/die nelle donne in menopausa e 1212 µg/die negli uomini.
L’analisi della relazione tra consumo di isoflavoni e densità ossea, misurata utilizzando come marker l’attenuazione della banda di ultrasuoni (BUA) del calcagno ha rivelato che gli isoflavoni diversi da quelli della soia sono significativamente associati alla BUA sia nelle donne in menopausa che negli uomini. Gli enterolignani e l’equolo, invece, sono risultati significativamente correlati alla densità ossea nelle donne in menopausa: tale associazione tuttavia diventa non significativa se si considera nell’analisi anche l’apporto di calcio con la dieta. In particolare solo nelle donne in menopausa con bassi livelli di assunzione di calcio si osserva una correlazione lievemente significativa tra gli isoflavoni della soia e la densità ossea.
In conclusione, i risultati di questo studio supportano l’esistenza di una relazione tra il contenuto di isoflavoni diversi da quelli della soia nella dieta e la densità ossea, indipendentemente dal contenuto di calcio. L’associazione tra densità ossea e livelli di assunzione di isoflavoni della soia risulta invece influenzata dall’apporto di calcio.

Glossario

  • Osteoporosi

    Rarefazione del tessuto osseo per diminuzione dell'attività degli osteoblasti, legata all'età o a malattie.

  • Correlazione

    Valutazione della relazione esistente tra differenti variabili, che non implica necessariamente un rapporto di causa ed effetto tra loro. Il tipo di relazione più frequentemente studiato è quello lineare (una retta in un piano cartesiano) in questo caso la forza della correlazione viene espressa con un numero (r) che varia da -1 (la maggiore correlazione negativa possibile) a +1 (la maggiore correlazione positiva possibile) un valore pari a 0 indica assenza di qualsiasi correlazione.

Association between dietary phyto-oestrogens and bone density in men and postmenopausal women

Phyto-oestrogens have been associated with a decreased risk for osteoporosis, but results from intervention and observational studies in Western countries have been inconsistent. In the present study, we investigated the association between habitual phyto-oestrogen intake and broadband ultrasound attenuation (BUA) of the calcanaeum as a marker of bone density. We collected 7 d records of diet, medical
history and demographic and anthropometric data from participants (aged 45–75 years) in the European Prospective Investigation into Cancer-Norfolk study. Phyto-oestrogen (biochanin A, daidzein, formononetin; genistein, glycitein; matairesinol; secoisolariciresinol; enterolactone; equol) intake was determined using a newly developed food composition database. Bone density was assessed using BUA of the calcanaeum. Associations between bone density and phyto-oestrogen intake were investigated in 2580 postmenopausal women who were not on hormone replacement therapy and 4973 men. Median intake of total phyto-oestrogens was 876 (interquartile range 412) µg/d in postmenopausal women and 1212 (interquartile range 604) µg/d in men. The non-soya isoflavones formononetin and biochanin A were marginally significant or significantly associated with BUA in postmenopausal women (β= 1•2; P<0•1) and men (β= 1•2;
P<0•05), respectively; enterolignans and equol were positively associated with bone density in postmenopausal women, but this association became non-significant when dietary Ca was added to the model. In the lowest quintile of Ca intake, soya isoflavones were positively associated with bone density in postmenopausal women (β= 1•4; P<0•1). The present results therefore suggest that non-soya isoflavones
are associated with bone density independent of Ca, whereas the association with soya or soya isoflavones is affected by dietary Ca.
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