Folati e rischio di malattie cardiache coronariche

Wang ZM, Zhou B, Nie ZL, Gao W, Wang YS, Zhao H, Zhu J, Yan JJ, Yang ZJ, Wang LS.
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2011 Sep 14. [Epub ahead of print]

28-09-2011

I folati, specie in combinazione con le vitamine B6 e B12, sono in grado di ridurre i livelli ematici di omocisteina, un fattore di rischio coronarico, ma gli studi condotti con l’obiettivo di valutare l’associazione tra folati (dietetici o plasmatici) e rischio di malattie coronariche (CHD) hanno fornito risultati contrastanti. In questa metanalisi sono stati inclusi i risultati di 14 studi prospettici pubblicati tra il 1996 e il 2010, 7 dei quali consideravano l’apporto di folati con la dieta (per un totale di 2.682 casi e 221.009 controlli) ed 8 i livelli ematici dei folati stessi (1.936 casi e 12.597 controlli).
Dall’analisi dei risultati emerge una significativa associazione inversa tra un alto apporto di folati ed un ridotto rischio di CHD (Rischio Relativo, o RR = 0,69), di tipo dose-dipendente: un aumento di 200 μg/giorno nell’apporto di folati corrispondeva infatti ad una riduzione del 12% del rischio di sviluppare CHD. Anche per quanto riguarda i livelli ematici di folati si osserva un’associazione inversa (RR = 0,74 per i livelli più elevati rispetto ai più bassi) con una riduzione del rischio dell’8 % per ogni aumento di 5 mmol/L. I risultati di questa metanalisi suggeriscono quindi l’esistenza di un’associazione inversa tra apporto e/o livelli ematici di folati e rischio di CHD.
Va tuttavia considerato da un lato che alcuni studi hanno suggerito un aumentato rischio di cancro in seguito a supplementazione con acido folico, e dall’altro che gli studi controllati di intervento, condotti somministrando folati, vitamina B6 e B12 non hanno mostrato alcun effetto protettivo, nonostante i livelli ematici di omocisteina si siano ridotti a seguito del trattamento. Il ruolo dei folati in prevenzione coronarica rimane pertanto incerto.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Supplementazione

    Se i soggetti trattati sono ignari del fatto di aver ricevuto l'uno o l'altro dei trattamento testati, lo studio si definisce "in cieco". Se anche lo sperimentatore lo è, almeno fino al termine della raccolta dati, lo studio si definisce "in doppio cieco".

Folate and risk of coronary heart disease: A meta-analysis of prospective studies.

BACKGROUND AND AIMS: Epidemiologic studies are inconsistent regarding the association between folate and coronary heart disease (CHD) risk. The aim was to perform a meta-analysis to determine whether an association exists between folate and total CHD endpoints in prospective studies.
METHODS AND RESULTS: We searched the PUBMED and EMBASE databases for studies conducted from 1966 through August 2010. Data were independently abstracted by 2 investigators using a standardized protocol. Study-specific risk estimates were combined by using a random effects model. A total of 14 studies were included in the meta-analysis: 7 studies on dietary folate intake and 8 studies on blood folate levels. For dietary intake, the summary relative risk (RR) indicated a significant association between the highest folate intake and reduced risk of CHD (summary RR: 0.69; 95% CI: 0.60, 0.80). Furthermore, an increase in folate intake of 200 ug/day was associated with a 12% decrease in the risk of developing CHD (summary RR: 0.88; 95% CI: 0.82, 0.94). For blood folate levels, we also found a borderline inverse association of highest blood folate levels on CHD risk (summary RR: 0.74; 95% CI: 0.53, 1.02); our dose-response analysis indicated that an increment in blood folate levels of 5 mmol/l was associated with an 8% decrease in the risk of developing CHD (summary RR: 0.92; 95% CI: 0.84, 1.00).
CONCLUSION: This meta-analysis suggests that dietary folate intake and blood folate level are inversely associated with CHD risk.

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