Privacy Policy - Informativa breve

Questo sito utilizza i cookie tecnici e di terze parti per consentire una migliore navigazione. Se si continua a navigare sul presente sito, si accettano i cookie. Continua.

(Per visualizzare l'informativa completa Clicca qui)

Annulla

Vai al contenuto

Nutrition foundation of italy

Ricerca

Compila i campi

Lingua

English

Ti trovi in: Home /Tutte le news

Frequenza di consumo dei pasti e obesità nel bambino

25-07-2012

Jennings A, Cassidy A, van Sluijs EM, Griffin SJ, Welch AA.
Obesity (Silver Spring). 2012 Jul;20(7):1462-8. doi: 10.1038/oby.2012.72. Epub 2012 Mar 22.

Le raccomandazioni nazionali e internazionali sono pressoché concordi nel consigliare di suddividere l’apporto energetico della giornata in 5 diversi pasti, 3 principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio. Gli studi che hanno valutato finora l’associazione tra frequenza di consumo dei pasti e obesità non hanno tuttavia condotto a risultati del tutto univoci, soprattutto a causa delle diverse metodologie utilizzate e della diversa definizione di “occasione di consumo”.
Il numero medio di pasti assunti quotidianamente è stato stimato, grazie all’analisi dei diari alimentari, per 1700 bambini con età compresa tra 9 e 10 anni, 1034 dei quali erano normopeso mentre 666 presentavano obesità centrale (definita come rapporto tra circonferenza vita e altezza maggiore di 0,46 nei maschi e maggiore di 0,45 nelle femmine). Il numero medio di pasti rilevati è risultato pari a 4,3, senza differenze tra i due gruppi. Tuttavia ogni incremento di un’occasione di consumo al giorno è risultato associato ad una riduzione del peso corporeo (-2,4%), dell’indice di massa corporea o BMI (-1,0%), dello z-score (cioè quante deviazioni standard un valore si trova sopra o sotto la media) del BMI (-33%) e della circonferenza vita (-0,6%) nei bambini normopeso, ma non negli obesi.
In entrambi i gruppi, coloro che consumavano più pasti assumevano una dieta con un profilo nutrizionale migliore, rispetto a coloro che erano nel quintile inferiore per frequenza di consumo dei pasti, e, ad esempio, anche una prima colazione caratterizzata da un minore apporto energetico (-14% e -10% per i normopeso e per i bambini con adiposità centrale rispettivamente), meno grassi (-18% per i due gruppi) e maggiori livelli di assunzione di carboidrati (+9% nei normopeso e +10% negli obesi). Infine i bambini normopeso che dichiaravano una maggiore frequenza dei pasti assumevano snack più sani (in termini di consumo di frutta verdura) e praticavano più attività fisica intensa.
I risultati di questo studio mostrano quindi che l’aumento delle occasioni di consumo durante la giornata si associa ad un miglioramento del peso e dei livelli di adiposità nei bambini normopeso e suggeriscono che le raccomandazioni finalizzate alla prevenzione dell’obesità infantile sulla qualità della dieta e sull’importanza dell’attività fisica siano accompagnate dall’indicazione al consumo regolare dei pasti, con particolare attenzione alla prima colazione e agli spuntini di metà mattina e di metà pomeriggio.

Glossario

  • Obesità

    Accumulo abnorme di grasso nell'organismo sotto forma di tessuto adiposo.

  • Carboidrati

    Rappresentano la principale fonte energetica della dieta. Sono di due tipi: semplici e complessi. I semplici sono gli zuccheri, i complessi includono amido e fibra. Forniscono 4 calorie per grammo. Si trovano naturalmente in pane, cereali, frutta, verdura, latte e latticini. Torte, biscotti, gelati, caramelle, succhi di frutta e altri alimenti di questo tipo sono ricchi di zuccheri.

Associations Between Eating Frequency, Adiposity, Diet, and Activity in 9-10 year old Healthy-Weight and Centrally Obese Children.

The rising prevalence of childhood obesity is a key public health issue worldwide. Increased eating frequency (EF) is one aspect of diet that has been beneficially associated with obesity, although the mechanisms are unclear. The aims of the current study were to determine whether increased EF was associated with improved adiposity in children, and if this was due to differences in dietary and activity behaviours. Cross-sectional data from 1,700 children aged 9-10 year were analyzed to examine the associations between EF, as estimated from diet diaries, measures of adiposity, and activity measured by accelerometer. Analyses were stratified by obesity status using waist-to-height ratio to define obesity as it has been shown to be a good predictor of adverse health outcomes. Mean EF was 4.3 occasions/day and after adjustment for underreporting, energy intake (EI), and activity significant relative mean differences of -2.4% for body weight (P = 0.001), -1.0% for BMI (P = 0.020), -33% for BMI z-score (P = 0.014), and -0.6% for waist circumference (P = 0.031) per increase in eating occasion were found in healthy-weight but not centrally obese children. Differences between the extreme quartiles of EF were observed for total fat intake at breakfast (-18%, P < 0.001), fruit and vegetables from snacks (201% healthy-weight and 209% centrally obese children, P < 0.01), and for healthy-weight children, vigorous activity (4%, P = 0.003). Increased EF was favorably associated with adiposity, diet quality, and activity behaviors in healthy-weight but not centrally obese children. Future obesity interventions should consider the mediating role of diet quality and activity in the relationship between EF and adiposity in children.
Condividi

NFI - Nutrition Foundation of Italy
Viale Tunisia 38, 20124 Milano - info@nutrition-foundation.it
C.F./P.IVA 04062430154 - r.e.a 1510419