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Frutta secca a guscio e arachidi riducono anche il rischio di mortalità respiratoria, oncologica, per diabete e malattie infettive

15-12-2016

Aune D, Keum N, Giovannucci E, Fadnes LT, Boffetta P, Greenwood DC, Tonstad S, Vatten LJ, Riboli E, Norat T.
BMC Med. 2016 Dec 5;14(1):207.

L’effetto protettivo esercitato dal consumo quotidiano di frutta secca a guscio o di arachidi (che, com’è noto, sono leguminose) si amplia. L’associazione tra la loro assunzione giornaliera e la protezione cardiovascolare, o la riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause, è stata già ampiamente dimostrata e riceve continue conferme. Questa metanalisi ha considerato anche il rischio di tumori (tutti) e la mortalità per malattie respiratorie, metaboliche (diabete) e infettive.
Dall’analisi di tutti gli studi di maggiore rigore metodologico, condotti in tutto il mondo fino a luglio 2016, emergono ora conferme e nuovi dati, senza differenze apprezzabili tra le diverse aree geografiche. L’analisi suggerisce che un consumo quotidiano di almeno 20 g di frutta secca o arachidi, o un consumo settimanale di almeno 5-6 porzioni da 28 g, si associa a riduzione del rischio di coronaropatia (- 24%), malattie cardiovascolari (- 19%), ictus (- 11%) e mortalità per tutte le cause (-19%). Gli stessi consumi hanno un effetto protettivo anche sul rischio oncologico complessivo, che si riduce del 18%.
Decisamente nuovi i dati relativi al rischio di mortalità respiratoria, per diabete o malattie infettive che mostrerebbero una riduzione rispettivamente pari al 52%, al 39% e al 75%, per ogni porzione da 28 g in più (quindi fino a 7 porzioni alla settimana). Secondo gli autori, quindi, il consumo regolare di frutta secca a guscio o di arachidi, entro questi limiti, andrebbe incoraggiato nella popolazione generale.

Glossario

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

  • Diabete

    Una patologia che si verifica quando l’organismo non è in grado di utilizzare il glucosio ematico. I livelli di glicemia sono controllati dall’insulina, un ormone prodotto dall’organismo che favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule muscolari e adipose. Il diabete insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o l’organismo non risponde all’insulina che è stata prodotta.

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

Nut consumption and risk of cardiovascular disease, total cancer, all-cause and cause-specific mortality: a systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies.

BACKGROUND: Although nut consumption has been associated with a reduced risk of cardiovascular disease and all-cause mortality, data on less common causes of death has not been systematically assessed. Previous reviews missed several studies and additional studies have since been published. We therefore conducted a systematic review and meta-analysis of nut consumption and risk of cardiovascular disease, total cancer, and all-cause and cause-specific mortality.
METHODS: PubMed and Embase were searched for prospective studies of nut consumption and risk of cardiovascular disease, total cancer, and all-cause and cause-specific mortality in adult populations published up to July 19, 2016. Summary relative risks (RRs) and 95% confidence intervals (CIs) were calculated using random-effects models. The burden of mortality attributable to low nut consumption was calculated for selected regions.
RESULTS: Twenty studies (29 publications) were included in the meta-analysis. The summary RRs per 28 grams/day increase in nut intake was for coronary heart disease, 0.71 (95% CI: 0.63-0.80, I2 = 47%, n = 11), stroke, 0.93 (95% CI: 0.83-1.05, I2 = 14%, n = 11), cardiovascular disease, 0.79 (95% CI: 0.70-0.88, I2 = 60%, n = 12), total cancer, 0.85 (95% CI: 0.76-0.94, I2 = 42%, n = 8), all-cause mortality, 0.78 (95% CI: 0.72-0.84, I2 = 66%, n = 15), and for mortality from respiratory disease, 0.48 (95% CI: 0.26-0.89, I2 = 61%, n = 3), diabetes, 0.61 (95% CI: 0.43-0.88, I2 = 0%, n = 4), neurodegenerative disease, 0.65 (95% CI: 0.40-1.08, I2 = 5.9%, n = 3), infectious disease, 0.25 (95% CI: 0.07-0.85, I2 = 54%, n = 2), and kidney disease, 0.27 (95% CI: 0.04-1.91, I2 = 61%, n = 2). The results were similar for tree nuts and peanuts. If the associations are causal, an estimated 4.4 million premature deaths in the America, Europe, Southeast Asia, and Western Pacific would be attributable to a nut intake below 20 grams per day in 2013.
CONCLUSIONS: Higher nut intake is associated with reduced risk of cardiovascular disease, total cancer and all-cause mortality, and mortality from respiratory disease, diabetes, and infections.

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