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Frutta secca e sindrome metabolica

31-10-2012

Fernández-Montero A, Bes-Rastrollo M, Beunza JJ, Barrio-Lopez MT, de la Fuente-Arrillaga C, Moreno-Galarraga L, Martínez-González MA.
Public Health Nutr. 2012 Oct 23:1-9. [Epub ahead of print]

Il consumo di frutta secca è stato associato, in numerosi studi, ad un miglioramento del profilo lipidico e della risposta glicemica. Gli effetti a lungo termine del consumo di questi alimenti sono invece meno noti.
In questo lavoro è stata valutata l’associazione tra il consumo di frutta secca e il rischio di sindrome metabolica in una corte di 9.887 adulti sani, reclutati nell’ambito dello studio prospettico SUN (Seguimiento Universidad de Navarra). A tal fine, il consumo di noci, mandorle, nocciole e arachidi (valutato mediante la compilazione di uno specifico questionario di frequenza di consumo) è stato messo in relazione con la presenza di sindrome metabolica (definita come la presenza contemporanea di almeno tre componenti tra i seguenti: circonferenza vita ≥ 94 cm per gli uomini e ≥ 80 cm per le donne, trigliceridi ≥ 150 mg/dL, HDL-C < 40 mg/dL negli uomini e < 50 mg/dL nelle donne, pressione sistolica ≥ 130mmHg e/o pressione diastolica ≥ 85mmHg, glicemia a digiuno ≥ 100mg/dL).
Nell’arco dei 6 anni di follow-up, sono stati registrati 567 nuovi casi di sindrome metabolica, con un’incidenza del 5,7% (circa l’1% all’anno, quindi).
L’analisi dei risultati mostra che coloro che consumavano 2 o più porzioni a settimana di frutta secca presentavano un rischio di sindrome metabolica ridotto del 32% rispetto a coloro che dichiaravano di non consumarne. Tale associazione risultava particolarmente forte tra le donne (Odds Ratio, o OR, pari a 0,29) mentre non era statisticamente significativa tra gli uomini (OR=0,90).
I risultati di questo studio prospettico dimostrano quindi l’esistenza di un’associazione inversa tra consumo di frutta secca e rischio di sindrome metabolica, supportando così l’importanza di consumare questi alimenti nell’ambito di una dieta bilanciata.

Glossario

  • Sindrome metabolica

    La Sindrome Metabolica è una condizione metabolica caratterizzata dalla contemporanea associazione di diversi fattori di rischio metabolici nello stesso paziente, che incrementano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete.

  • Trigliceridi

    Sono sostanze lipidiche (grasse) che circolano nel sangue; la loro struttura è caratterizzata da una molecola di glicerolo a cui sono legate (esterificazione) tre molecole di acidi grassi; originano, in parte, dai grassi assunti con l'alimentazione, in parte vengono prodotti nel fegato e nel tessuto adiposo a partire da carboidrati.

  • Incidenza

    Il numero di nuovi casi osservati in una popolazione nell'unità di tempo (in genere un anno). Un'incidenza dell'infarto in una popolazione dell'1 per mille indica che, ogni anno, un soggetto su mille viene colpito dalla malattia. Da non confondere con "prevalenza" (vedi).

Nut consumption and incidence of metabolic syndrome after 6-year follow-up: the SUN (Seguimiento Universidad de Navarra, University of Navarra Follow-up) cohort.

OBJECTIVE:
To assess the long-term relationship between tree nut consumption and the risk of developing metabolic syndrome (MetS).
DESIGN:
Nut consumption was collected using a validated 136-item FFQ. The MetS was defined according to the International Diabetes Federation and American Heart Association/National Heart, Lung, and Blood Institute harmonizing definition. The association between nut consumption and MetS was assessed with logistic regression models adjusting for potential confounders. We compared the incidence of MetS between extreme categories of nut intake (≥2 servings/week v. never/almost never) after 6 years of follow-up.
SETTING:
The SUN Project (Seguimiento Universidad de Navarra, University of Navarra Follow-up) is a prospective cohort study, formed of Spanish university graduates. Information is gathered by mailed questionnaires collected biennially. Nut consumption and MetS information was collected by self-reported data.
SUBJECTS:
Participants (n 9887) initially free of MetS or diabetes and followed up for a minimum of 6 years were included.
RESULTS:
We observed 567 new cases of MetS during follow-up. Participants who consumed nuts ≥2 servings/week presented a 32 % lower risk of developing MetS than those who never/almost never consumed (adjusted OR = 0.68, 95 % CI 0.50, 0.92). The inverse association was stronger among participants who were health professionals.
CONCLUSIONS:
Nut consumption was significantly associated with lower risk of developing MetS after a 6-year follow-up period in a cohort of Spanish graduates.
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