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Geni ed ambiente famigliare contribuiscono a determinare le scelte alimentari dei bambini

21-02-2014

Fildes A, van Jaarsveld CH, Llewellyn CH, Fisher A, Cooke L, Wardle J.
Am J Clin Nutr. 2014 Jan 29. [Epub ahead of print]

L’influenza  dell’ereditarietà o del contesto famigliare sulle  scelte alimentari dei bambini è storicamente oggetto di dibattito: i genitori generalmente riscontrano nei figli una preferenza innata per alcuni cibi, mentre i medici collegano più spesso le scelte dei più piccoli  alle abitudini famigliari.
Uno studio inglese su più di 2400  coppie di gemelli - un tipo di popolazione nella quale è possibile stimare l’impatto dell’ereditarietà, anche in assenza di informazioni dettagliate sul profilo genetico - nati nel 2007, ha dimostrato che fattori diversi possono influenzare scelte diverse.  Ad esempio, la tendenza a preferire o meno  frutta, verdura e proteine si associa soprattutto ai geni, mentre la disponibilità relativa nell’ambiente domestico condiziona in particolare il consumo di cioccolato, biscotti, patatine.
Più in generale, interrogando i genitori sui cibi preferiti dai figli, gli autori hanno rilevato che ai bambini di 3-4 anni piace meno la verdura, innanzitutto l’insalata, seguita da cavolini e funghi; i vegetali maggiormente graditi sono il mais dolce, i piselli, i pomodori (purché tagliati sottili) e le carote cotte e passate.  Tutti i bambini si sono trovati d’accordo  nel preferire gli snack ed in particolare il cioccolato.
Secondo i risultati della ricerca quindi,  per gli alimenti meno apprezzati, come la frutta, la verdura e i cibi a base di proteine, è corretta la percezione dei  genitori della propensione innata dei figli al rifiuto.  D’altra parte, come dimostra l’efficacia  degli interventi educazionali, le preferenze individuali sono comunque in buona parte modificabili, soprattutto nei primi anni di vita.  Per altri alimenti invece, come i prodotti  amidacei e i fuoripasto ad elevato tenore energetico, sembra prevalere il punto di vista clinico, secondo il quale l’ambiente domestico sarebbe il fattore determinante delle scelte in età pediatrica. Queste osservazioni suggeriscono comunque la necessità di interventi specifici per le diverse categorie alimentari.

Nature and nurture in children's food preferences.

BACKGROUND:  Health professionals identify food provision in the home as a key influence on children's food preferences. In contrast, parents often perceive children's food preferences to be inborn. One explanation for this discrepancy could be that environmental and genetic influences vary by food type. OBJECTIVE: We assessed genetic and environmental contributions to preferences for a wide variety of foods in a large pediatric twin sample.
DESIGN: Data were from Gemini, which is a cohort of UK twins born in 2007. Preferences for 114 foods were assessed by parent-completed questionnaire when children were aged 3 y (n = 2686). Foods tried by >75% of respondents were grouped into protein, vegetables, fruit, dairy, starches, and snacks. Quantitative model-fitting analyses were used to assess genetic and environmental influences for each food group.
RESULTS: The genetic influence was higher for vegetables (54%; 95% CI: 47%, 63%), fruit (53%; 95% CI: 45%, 61%) and protein (48%; 95% CI: 40%, 57%) but lower for starches (32%; 95% CI: 26%, 38%), snacks (29%; 95% CI: 24%, 35%), and dairy (27%; 95% CI: 20%, 35%). In contrast, shared-environment effects were higher for snacks (60%; 95% CI: 54%, 65%), starches (57%; 95% CI: 51%, 62%), and dairy (54%; 95% CI: 47%, 60%) and lower for vegetables (35%; 95% CI: 27%, 42%), fruit (35%; 95% CI: 26%, 43%), and protein (37%; 95% CI: 27%, 45%). Nonshared environment effects were small for all foods (11-19%).
CONCLUSIONS: Both genetic and environmental effects were significant for all food groups, but genetic effects dominated for more nutrient-dense foods (vegetables, fruit, and protein), whereas shared environmental effects dominated for snacks, dairy, and starches. These findings endorse the view of health professionals that the home environment is the main determinant of children's liking for energy-dense foods implicated in excessive weight gain but suggest that parents are also correct by identifying innate differences in liking, particularly for nutrient-dense foods that parents and health educators try to encourage.

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