Già con una sigaretta al giorno aumenta il rischio coronarico e di ictus del 50% e del 30% rispettivamente

Hackshaw A, Morris JK, Boniface S, Tang JL, Milenkovic D.
BMJ. 2018 Jan 24;360:j5855. doi: 10.1136/bmj.j5855

16-02-2018

La pericolosa relazione tra fumo da sigaretta e aumento del rischio di sviluppare malattie cronico degenerative è ben nota. Meno noto è che il rischio coronarico e di ictus resta comunque elevato anche per chi riduce il numero di sigarette entro le 5 giornaliere, come cerca di fare la maggior parte dei forti fumatori.
Il rischio è identico anche per chi ritiene fumare una sola volta al giorno non sia particolarmente dannoso.
Lo dimostra una metanalisi di 55 studi (che hanno coinvolto più di 3 milioni di uomini e oltre 2,5 milioni di donne), che ha valutato il rischio relativo di malattia coronarica e di ictus in uomini e donne fumatori cosiddetti “moderati” (1-5 sigarette al giorno) e forti fumatori (20 sigarette al giorno), in confronto con i non fumatori.
Questa analisi conferma che il rischio è già elevato per i fumatori meno accaniti, soprattutto se di sesso femminile. In particolare, come atteso, è stato rilevato un aumento del rischio di sviluppare una malattia coronarica del 104% per i forti fumatori di sesso maschile e del 184% per le forti fumatrici. Tuttavia, anche l’abitudine a fumare da 1 a 5 sigarette al giorno è stata messa in relazione con un incremento del rischio stesso dal 48% al 58% negli uomini e dal 57% al 76% nelle donne. Anche il rischio di ictus è risultato aumentato per coloro che fumavano una sola sigaretta al giorno (+25% per gli uomini e + 31% per le donne), oltre che per i fumatori di 5 sigarette al giorno (+30% nel sesso maschile e +44% in quello femminile) e di un intero pacchetto (+ 64% il rischio di ictus maschile e +116% quello femminile).
In pratica, per i fumatori più moderati il rischio cardiovascolare si ridurrebbe soltanto del 40-50% rispetto a quello registrato tra i fumatori più accaniti. Gli Autori ricordano che già il Cancer Prevention Study II, pubblicato nel 2011, aveva dimostrato che non esiste una soglia inferiore di consumo, al disotto della quale fumare può essere considerato non dannoso, ma che, anzi, inalare l’equivalente di 1/12 di sigaretta (1 mg di particolato PM 2.5), sarebbe già sufficiente per incrementare il rischio cardiovascolare del 25%. L’alterazione della funzionalità endoteliale e piastrinica, l’aumento marcato dello stress ossidativo e della sintesi di molecole pro-infiammatorie sono effetti comuni anche al fumo passivo.

Glossario

  • Ictus

    Manifestazione acuta di lesione focale cerebrale.

  • Metanalisi

    Tecnica che combina i risultati di molti studi, di impianto simile e che hanno esaminato quesiti simili, per aumentare la numerosità del campione di valori su cui si ragiona e quindi l'affidabilità delle conclusioni.

Low cigarette consumption and risk of coronary heart disease and stroke: meta-analysis of 141 cohort studies in 55 study reports.

OBJECTIVE: To use the relation between cigarette consumption and cardiovascular disease to quantify the risk of coronary heart disease and stroke for light smoking (one to five cigarettes/day).
DESIGN: Systematic review and meta-analysis.
DATA SOURCES: Medline 1946 to May 2015, with manual searches of references.
ELIGIBILITY CRITERIA FOR SELECTING STUDIES: Prospective cohort studies with at least 50 events, reporting hazard ratios or relative risks (both hereafter referred to as relative risk) compared with never smokers or age specific incidence in relation to risk of coronary heart disease or stroke.
DATA EXTRACTION/SYNTHESIS: MOOSE guidelines were followed. For each study, the relative risk was estimated for smoking one, five, or 20 cigarettes per day by using regression modelling between risk and cigarette consumption. Relative risks were adjusted for at least age and often additional confounders. The main measure was the excess relative risk for smoking one cigarette per day (RR1_per_day-1) expressed as a proportion of that for smoking 20 cigarettes per day (RR20_per_day-1), expected to be about 5% assuming a linear relation between risk and consumption (as seen with lung cancer). The relative risks for one, five, and 20 cigarettes per day were also pooled across all studies in a random effects meta-analysis. Separate analyses were done for each combination of sex and disorder.
RESULTS: The meta-analysis included 55 publications containing 141 cohort studies. Among men, the pooled relative risk for coronary heart disease was 1.48 for smoking one cigarette per day and 2.04 for 20 cigarettes per day, using all studies, but 1.74 and 2.27 among studies in which the relative risk had been adjusted for multiple confounders. Among women, the pooled relative risks were 1.57 and 2.84 for one and 20 cigarettes per day (or 2.19 and 3.95 using relative risks adjusted for multiple factors). Men who smoked one cigarette per day had 46% of the excess relative risk for smoking 20 cigarettes per day (53% using relative risks adjusted for multiple factors), and women had 31% of the excess risk (38% using relative risks adjusted for multiple factors). For stroke, the pooled relative risks for men were 1.25 and 1.64 for smoking one or 20 cigarettes per day (1.30 and 1.56 using relative risks adjusted for multiple factors). In women, the pooled relative risks were 1.31 and 2.16 for smoking one or 20 cigarettes per day (1.46 and 2.42 using relative risks adjusted for multiple factors). The excess risk for stroke associated with one cigarette per day (in relation to 20 cigarettes per day) was 41% for men and 34% for women (or 64% and 36% using relative risks adjusted for multiple factors). Relative risks were generally higher among women than men.
CONCLUSIONS: Smoking only about one cigarette per day carries a risk of developing coronary heart disease and stroke much greater than expected: around half that for people who smoke 20 per day. No safe level of smoking exists for cardiovascular disease. Smokers should aim to quit instead of cutting down to significantly reduce their risk of these two common major disorders.

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